L'osservatorio di PricewaterhouseCoopers sul mercato italiano dei crediti non performing (NPL) conferma il trend positivo delle cessioni con possibilità di sensibili accelerazioni sul prossimo anno. Mentre la maggior parte dei riflettori sono puntati sulla risoluzione del caso Montepaschi e sulla MaxiCessione di Unicredit, l'intero mercato si sta riscaldando nel tentativo di affrontare le problematiche degli istituti bancari legate alla qualità dell'attivo, alla redditività e all'adeguatezza patrimoniale.

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Inversione nei trend di crescita dello stock

Secondo quanto riportato nello studio, per la prima volta dal 2008 lo stock dei crediti deteriorati (Non Performing Exposures NPE) è leggermente diminuito rispetto alla fine dell'anno precedente passando da 340 a 331 miliardi di valore lordo. Stessa tendenza per le sofferenze (NPL) passate da 200 a 197 miliardi in termini lordi e da 89 a 84 in termini netti.

Transazioni in crescita

Nonostante le diverse riforme regolamentari, prima fra tutte la GACS (Garanzia sugli attivi cartolarizzati), non abbiano avuto ancora modo di dispiegare appieno le proprie potenzialità, nel 2016 le transazioni avrebbero potuto raggiungere la cifra record di 43 miliardi di transazioni, se si fosse perfezionata la cartolarizzazione da 27,7 miliardi di Montepaschi.

Stando alle ultime informazioni disponibili, quest'ultima operazione potrebbe slittare al prossimo anno oppure venire cancellata in caso di Nazionalizzazione dell'istituto senese. Le stime per il 2017 si attestano su volumi analoghi, nell'ordine dei 50 miliardi, con un crescente peso relativo delle componenti secured e dei debitori di tipo SME e Corporate.

Il precedente di Popolare di Bari

Secondo gli analisti di pwc, lo schema GACs sperimentato con successo nell'operazione realizzata da Banca Popolare di Bari dovrebbe essere uno dei fattori determinanti per le operazioni del prossimo anno.

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Allo stato ne è previsto l'utilizzo per Montepaschi, mentre realtà più solide come Unicredit e Intesa (che di recente ha reso nota un'operazione da 2,5 miliardi) potrebbero ricorrere al mercato con portafogli misti senza bisogno di garanzie pubbliche.