Se pensate che una moneta virtuale possa garantirvi maggiore sicurezza contro i furti rispetto ad un conio reale potreste ricredervi. Una nuova inchiesta firmata dal prestigioso NYTimes ha infatti svelato come sia in progressivo aumento il numero di reati condotti contro i criptopatrimoni. Nel novero delle vicissitudini che si sono trovati ad affrontare i nuovi ricchi in Bitcoin ci sono infatti furti digitali, truffe e addirittura rapimenti finalizzati all'ottenimento di un riscatto o al trasferimento delle preziose monete virtuali. Una pratica resa ancora più semplice dal fatto che ogni scambio è destinato a restare anonimo ed a perdersi all'interno della rete.

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Bitcoin e criptovalute: i nuovi criminali aggiustano il tiro

Il fenomeno appare come un miglioramento evolutivo delle tecniche criminali, che si sono adattate al nuovo mercato delle criptovalute. I trasferimenti di Bitcoin sono veloci e non necessitano dell'approvazione di un istituto finanziario, né risultano soggetti a blocchi e rimborsi. Una volta effettuato, il trasferimento di criptomonete non può essere fermato neanche qualora gli inquirenti arrestassero il criminale e riuscissero a provarne la colpevolezza.

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Una situazione del tutto nuova e particolare, che sta mettendo a dura prova le stesse forze dell'ordine e giudiziarie, chiamate ad investigare su questi eventi.

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