Nel corso di un'audizione di fronte alla Commissione Economica del Parlamento Europeo, la responsabile del servizio vigilanza della BCE Danielle Nouy ha risposto ad alcune domande e obiezioni sull'addendum alle linee guida per la gestione dei NPL pubblicato di concerto con le nuove proposte regolamentari delle Commissione Europea per il de-risking del sistema finanziario dei paesi aderenti alla UE.

Tra i rilievi emersi,quello dell'europarlamentare Marco Valli, del movimento 5 stelle, riguardava l'assenza di una valutazione preliminare d'impatto sulle possibili conseguenze delle soglie note come "Prudential Provisioning Backstop" sui bilanci degli istituti di credito italiani.

In risposta il capo della vigilanza BCE ha osservato che le linee guida non riguardano lo stock esistente di crediti deteriorati e dunque una valutazione d'impatto non sarebbe di fatto possibile.

L'obbiezione di Valli (M5S)

Come riportato anche dall'ANSA, il rilievo mosso dall'eurodeputato M5S aveva i caratteri di una vera e propria accusa di irresponsabilità all'indirizzo dell'autorità di vigilanza. L'argomento di fondo sarebbe che il carattere particolarmente invasivo delle nuove disposizioni potrebbe mettere a rischio la stabilità degli istituti di credito e, pertanto, avrebbe dovuto essere preceduto da una valutazione d'impatto preliminare onde assicurarsi che non ci fossero conseguenze potenzialmente drammatiche per le banche.

Secondo quanto riportato dall'ANSA, inoltre, Valli ha osservato che la minaccia alla stabilità degli istituti di credito italiani, comporterebbe anche il rischio di acquisizioni ostili operate da banche straniere.

La replica della BCE

La replica del capo della vigilanza Nouy è stata è stata sintetica e circostanziata: un'analisi come quella ipotizzata sarebbe impossibile perché questo tipo di simulazioni si basano sugli stock esistenti, che tuttavia non sono interessati dalle nuove indicazioni.

Qualunque esercizio che si fosse prefisso di valutare gli impatti delle indicazioni a valere sui nuovi flussi di NPL avrebbe dovuto includere una quantità così elevata di ipotesi di lavoro da rendere il risultato inutile.

Giova ricordare che, mentre le nuove disposizioni emanate dalla Commissione Europeo hanno carattere normativo generale e dunque modificando il quadro di riferimento, hanno previsto una serie di analisi preliminari, le linee guida per la gestione NPL hanno carattere solo indicativo e non sostituiscono le valutazioni che in sede ispettiva andranno fatte caso per caso.

Per riassumere, le critiche mosse dall'europarlamentare avrebbero un senso se fosse stata modificata la normativa sugli accantonamenti prudenziali dei crediti deteriorati in essere, ma risultano di fatto infondate poichè le linee guida si applicano ai flussi futuri ossia ai crediti che verranno classificati a default a partire dal marzo 2018.