Il tanto temuto aumento dell’Iva e delle accise è stato confermato nelle scorse ore dal ministro dell’Economia Giovanni Tria. Durante l'audizione sul Def (il Documento di Economia e Finanza), di fronte alle commissioni Bilancio del Senato e della Camera, il ministro ha dichiarato che, in attesa che vengano delineate entro i prossimi mesi delle misure alternative volte a disinnescarli, lo scenario tendenziale comprende, dal 2020, gli incrementi: non inevitabili, ma al momento del tutto possibili. E pazienza se i vice premier Salvini e Di Maio si prodigano, ogni giorno, per smentirlo.

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Aumento e flat tax confermati

Il ministro Giovanni Tria ha evidenziato che in attesa di definire delle misure alternative volte a disinnescare in tempo le famigerate clausole di salvaguardia, rimane confermata la legislazione vigente in materia fiscale. Di conseguenza sono confermati gli aumenti delle aliquote Iva (sia ordinaria che ridotta) e delle accise (che com'è noto portano ad un rialzo del prezzo dei carburanti) già a partire dal primo gennaio 2020.

Il ministro dell'Economia, poi, ha aggiunto la prossima legge di Bilancio conterrà anche la flat tax, tanto voluta da Matteo Salvini.

"La manovra - ha precisato - continuerà con la cosiddetta 'tassa piatta', il processo già avviato che porterà ad una riforma delle imposte sui redditi ed anche ad una generale semplificazione fiscale" che nelle intenzioni del governo dovrebbe alleggerire i ceti medi dal gravoso carico carico fiscale.

Per quanto riguarda l'andamento dello spread Tria ha fatto notare che saranno fondamentali non solo gli attuali piani del governo e, ovviamente, l'incisività delle riforme varate, ma anche l'orientamento che il Parlamento adotterà sul Bilancio.

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Come ha sottolineato il ministro dell'Economia e delle Finanze, il Def approvato non ha tenuto conto dei potenziali benefici derivanti da uno spread meno alto e per ora "i rendimenti italiani sono ancora troppo alti nonostante si sia evidenziato - anche in seguito all'intesa con l'Ue sulla legge di bilancio - un miglioramento".

Il governo non ha peccato d'ottimismo

Tria ha poi commentato la stima di crescita inserita nel Def approvato la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri: "Si tratta di un dato equilibrato.

Nei primi mesi del 2019 le tendenze infatti hanno mostrato dei segnali incoraggianti e, a differenza da quanto sostenuto da molti, il governo non ha peccato di ottimismo". In proposito ha quindi puntualizzato: "La revisione delle stime di crescita al ribasso, se la si mette a confronto con le stime dei principali previsori, è coerente con l'evoluzione dell'attuale situazione economica generale”.

Il ministro, illustrando le misure in materia di Politica fiscale, previdenziale e sociale adottate dall'attuale governo gialloverde ha difeso sia il reddito di cittadinanza che la quota 100 aggiungendo che i loro effetti sono stimati in maniera rigorosa nel Def .

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"I canali attraverso cui agiscono - ha concluso - consentiranno di sostenere sia il Pil che i consumi delle famiglie".