Il premier greco Alexis Tsipras è intervenuto, nella serata del 24 febbraio, in Parlamento, in merito alla questione dei ricollocamenti e della contrarietà di alcuni paesi ad accogliere i migranti proprio dalla Grecia. Risulta altissimo, infatti, il numero di arrivi che quotidianamente si riversano sul territorio ellenico. Il rifiuto dell'Austria e di altri paesi di accogliere migranti, la costruzione di muri e barriere, creerebbero un'Europa meridionale lasciata in preda agli eventi.

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Una sospensione del trattato di Schengen porterebbe al collasso non solo i paesi della fascia mediterranea, ma l'intera idea su cui l'Europa è stata fondata.

L'ultimatum di Tsipras

Alexis Tsipras si è detto "pronto ad osteggiare l'Austria ed i suoi alleati".

"La Grecia- ha continuato- non può diventare un dimenticatoio per migranti. La situazione è inaccettabile". Così si è espresso il premier greco, nonchè leader di Syriza, in merito alla trasformazione delle frontiere in una lunghissima sequela ininterrotta di barriere che impediscono la libera circolazione dei migranti schedati ed identificati. "Alcuni paesi- con riferimento ad Austria e Croazia su tutti- non sembrano comprendere che i nostri accordi, o vengono rispettati, oppure non hanno ragion d'essere. Ci rifiutiamo di accettare che il nostro paese diventi un limbo di anime perse, e contemporaneamente andare in Europa e comportarci come se nulla fosse". " Facciamo un forte richiamo alla cooperazione", richiamo rivolto ad Austria, Slovenia, Croazia, Serbia che hanno deciso di diminuire, se non bloccare, gli ingressi giornalieri di migranti.

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La vicinanza strategica dell'Italia

Tsipras trova un alleato naturale nell'Italia, sia per ragioni geografiche, sia per ragioni legate alle dinamiche burocratiche dei migranti. Già il 12 febbraio, la presidente della Camera Laura Boldrini, a margine di un incontro con il premier greco ad Atene, era intervenuta circa le difficoltà greche ed italiane nell'accoglimento di folle di migranti. "Grecia ed Italia stanno facendo uno sforzo enorme per rispettare gli impegni nell'identificazione dei richiedenti asilo. L'Europa non rispetta i propri impegni con questi paesi- ha attaccato la Boldrini- perchè il sistema di ricollocazione non funziona come dovrebbe, e molti paesi non fanno ancora la loro parte". Matteo Renzi, resosi conto dell'importanza strategica di avere la Grecia come alleata, ha affermato: "Lo sforzo a cambiare in Grecia è serio, sostanziale. Farò tutto ciò che è nelle possibilità per dare una mano. Sto dalla parte di Alexis, e spero entri nel Pse, ne abbiamo bisogno". Tsipras ha cortesemente rifiutato, ma sarà comunque presente al vertice del Pse che si terrà a Parigi, il 12 marzo.

Junker- Erdogan: incontro in agenda

La risoluzione delle problematiche relative ai ricollocamenti non potrà risolversi se prima non si limiterà il numero di ingressi,  che per la maggior parte arrivano dalla Turchia. Non a caso, il presidente della commissione europea Junker ha segnato in agenda un incontro con il capo del governo turco Erdogan. Si discuterà della concessione di fondi straordinari dell'Ue alla Turchia, per far fronte all'accoglienza di migranti. Questa posizione non ha evitato fortissime polemiche nelle scorse settimane. Tuttavia, solo diminuendo il flusso proveniente dalla Turchia, la Grecia potrà gestire meglio l'identificazione e la schedatura dei migranti.