Alla vigilia del mini vertice di Bruxelles tra i capi di governo europei (probabile e significativa assenza del Gruppo di Visegrad), si accentuano le tensioni tra Francia e Italia, soprattutto dopo le ultime dichiarazioni del presidente francese Macron.

Le critiche di Macron sul tema immigrazione

Dopo la pesante dichiarazione delle scorse settimane del portavoce francese Attal, che aveva definito "vomitevole" il comportamento italiano nella vicenda Aquarius [VIDEO], tutto sembrava essersi appianato con la visita di Conte a Parigi, ma si trattava di una tregua temporanea, almeno a giudicare dal botta e risposta tra Macron e Salvini di queste ultime ore.

Il presidente francese ha rinfocolato le polemiche parlando di "lebbra populista in Europa", termine che molti hanno visto come un nuovo attacco a Matteo Salvini. Poi ieri, in conferenza stampa congiunta con il premier spagnolo, ha aggiunto che non esiste una crisi migratoria [VIDEO] in Italia, bensì una crisi politica causata da estremisti che giocano sulle paure.

Le reazioni italiane

Tanto è bastato a scatenare le dure reazioni italiane, con Di Maio che via Twitter ha parlato di parole offensive del presidente Macron. Salvini ha poi rincarato la dose definendo il presidente francese arrogante e, dopo avergli ricordato i numeri degli sbarchi in Italia, 650.000 in quattro anni, per un costo complessivo di cinque miliardi di euro, ha chiosato invitando Macron a criticare di meno e aprire i porti francesi.

Le proposte di Francia e Italia al vertice di Bruxelles

Il vertice di domani non nasce dunque sotto buoni auspici e lo si era capito sin dalle indiscrezioni sulla bozza d'intesa franco-tedesca, che prevedeva il respingimento nei Paesi di prima accoglienza di tutti gli immigrati presenti negli altri Stati. Ipotesi subito bocciata da Roma, che invece propone la creazione di centri di prima accoglienza fuori dal territorio europeo, per poi eventualmente operare una equa redistribuzione tra coloro che hanno diritto di entrare nell'Unione Europea. Tale proposta però, si va a scontrare con il piano franco-spagnolo di creare centri di accoglienza chiusi nei paesi di sbarco, con sanzioni per chi si rifiuta di ricevere i migranti. Intanto la cancelliera Angela Merkel è sempre di più sotto pressione in Germania, dove il ministro dell'Interno Seehofer ha indetto una riunione del suo partito, la Csu, per valutare lunedì, le conclusioni del vertice europeo.