Sta destando non poco scalpore la recente proposta di riforma del sistema pensionistico portata avanti dal leader della Lega Nord Matteo Salvini; dopo la presentazione della flat tax (tassa fissa), sembra essere arrivato il momento giusto per le pensioni fisse, un'idea che nelle intenzioni dei promotori dovrebbe consentire al contempo una riduzione del carico contributivo e una pensione dignitosa per tutti. Il meccanismo, però, desta non poche preoccupazioni da parte di chi si aspetta di ricevere pensioni più elevate, anche se Salvini assicura che ogni surplus verrebbe restituito dall'Inps.

Riforma pensioni, la proposta della Lega: i dettagli del provvedimento per cambiare l'Inps

Il piano della Lega Nord prevede di offrire a tutti 1.000 € al mese di pensione per 14 mensilità erogate, previo il versamento di almeno 40 anni di contributi. Se quest'ultimi si dovessero fermare a 35 anni, la mensilità dell'Inps scenderà agli 800 €. Nel caso dei lavoratori autonomi e professionisti che versassero la metà dei contributi proposti, la mensilità pagata corrisponderà a 500 €. Per quanto concerne, invece, l'importo da versare all'Inps, i dipendenti dovranno corrispondere 7.500 € all'anno (di cui una quota massima di 5.000 € sarà pagata dal datore di lavoro). Con un semplice calcolo, moltiplicando l'importo per 40 anni si arriva alla cifra di 300.000 €, utile a pagare una pensione dignitosa per tutti.

Ma in questo modo dovrebbe anche scendere il peso fiscale per i lavoratori e i loro datori di lavoro: i primi si troveranno maggiori soldi in tasca per far ripartire i consumi, i secondi vedranno scendere il peso del costo del lavoro e potranno effettuare nuovi investimenti.

Pensioni 2016, circolare dell'INPS registra nuovi adeguamenti alle aspettative di vita 

Mentre la politica è impegnata a trovare la quadra per la riforma della previdenza, l'Inps aggiorna le proprie regole di pensionamento e registra tramite una nuova circolare l'aumento dei requisiti anagrafici per poter ottenere le tutele dei welfare. A partire dall'1 gennaio 2016 saranno infatti necessarie quattro mensilità in più per accedere alla quiescenza; l'età richiesta ai lavoratori passa quindi ai 66 anni e 7 mesi, mentre cambiano anche le regole di conteggio, visto che a partire dal 2019 l'aggiornamento ai dati Istat non verrà più svolto ogni quattro anni, bensì ogni due.

La richiesta di 4 mensilità aggiuntive deve ritenersi valida anche per chi intende usufruire del pensionamento anticipato.

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