"Finora il tema degli esodati è stato affrontato con dei decreti di salvaguardia, che spesso però aiutano anche chi ha redditi elevati, mentre ci sono tante altre situazioni non protette. Bisognerebbe spendere meglio le risorse pubbliche [...] Poi dal lato della previdenza, è chiaro che usando il calcolo contributivo si potrebbero introdurre forme di flessibilità". È l'analisi della situazione fatta dal presidente Tito Boeri sul noto problema della rigidità Inps, durante un'intervista concessa per il Corriere della Sera.

L'economista della Bocconi, nei suoi precedenti editoriali pubblicati su Voce.info, aveva già indicato come il nostro sistema previdenziale fosse afflitto tanto da sperequazioni verticali (cioè tra generazioni) quanto orizzontali (a partire dai disagi subiti dai pensionati con la minima fino a chi accumula due o tre vitalizi di tipo retributivo).

Riforma Pensioni e tenuta dei conti pubblici: per Boeri e Poletti resta il focus sulle esigenza di tranquillizzare l'UE

Stante la situazione, a rendere più complicato il rebus della previdenza non è solo la necessità di ripristinare una situazione di giustizia sociale, perché l'eventuale soluzione prescelta deve anche andare incontro ai criteri di sostenibilità richiesti dall'UE.

L'Europa, infatti, avrebbe avuto delle riserve anche sulla flessibilizzazione dell'Inps grazie alla pensione anticipata di stampo contributivo, perché analizza la chiusura dei conti solo di anno in anno, senza rendersi conto del risparmio di lungo periodo. Il Ministro del lavoro Giuliano Poletti sembra vedere il superamento delle perplessità come l'ultimo vero ostacolo ad una flessibilizzazione del sistema previdenziale, tanto che trova la prossima legge di stabilità come il palcoscenico ideale per poter legare la riforma alla tenuta dei conti.

Anche per questo ha spiegato di aver assunto un atteggiamento prudente sull'attuazione di una misura di flessibilità, per riuscire a ragionare "senza alimentare aspettative".

Riforma pensioni, sindacati aumentano pressing sul Governo: pronta piattaforma unitaria di discussione, si chiede convocazione

Nel frattempo, i sindacati hanno trovato una linea unitaria sulla questione della previdenza.

Durante l'ultima settimana si sono proposti con una piattaforma unica nei confronti del Governo Renzi, al fine di condividere la responsabilità di una decisione così importante per milioni di lavoratori e pensionandi. In attesa che si possa fissare un incontro con il Ministro Poletti, la discussione si è indirizzata sulla valutazione delle misure di pensionamento anticipato che sarebbero al vaglio dei tecnici.

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Oltre al citato sistema contributivo, a cui punterebbe con dei meccanismi parziali il Presidente Boeri, vi sarebbero anche dei piani alternativi. Il sistema delle quote sembra essere quello preferito sia dalla maggior parte dei lavoratori che dalle parti sociali, con l'ipotesi del prepensionamento con la Quota 100 a prevalere. Ma le difficoltà di bilancio fanno propendere anche per soluzioni meno onerose, come il prestito Inps o il pensionamento anticipato a 62 anni, con 35 di versamenti (subendo però una penalizzazione massima dell'8% sulla mensilità).

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