Abbiamo assistito, in questi ultimi giorni, ad una vera e propria campagna mediatica social che ha promosso il boicottaggio delle domande di assunzione. In effetti, stando ai primi risultati diffusi dal Miur, le 30.000 domande ricevute sino ad ora sono un po' al di sotto delle aspettative. I sindacati hanno ampiamente mostrato il loro dissenso per la procedura assurda e paradossale che si è 'inventata' la Buona Scuola per il piano straordinario delle assunzioni ma oggi, il sindacato Fenalca Scuola ha reso nota la propria volontà di andare controcorrente e di invitare i docenti a presentare la domanda.
Quali sono le ragioni che hanno spinto il sindacato a prendere una tale decisione?
Fenalca scuola, 'docenti, il lavoro costa sacrificio'
Il segretario generale, Giovanna Marcone, ha spiegato che la proposta del Miur rappresenta un'opportunità da prendere al volo: c'è chi, in passato, è andato persino a lavorare all'estero pur di migliorare le condizioni economiche della propria famiglia e il sindacato si domanda se i docenti siano ancora decisi ad insistere nell'ottenere il ruolo nella propria provincia. 'Il lavoro costa sacrificio, occorre spirito di adattamento, va inseguito' scrive Giovanna Marcone.
Piano assunzioni, pochissimi posti liberi dal 2016
Ciascun docente, secondo Fenalca, sarà libero di scegliere in assoluta serenità, ma considerando il fatto che una buona parte dei posti per il prossimo anno saranno già assegnati nella Fase C, resterà soltanto la speranza del turnover.
In più dal 1°settembre 2016, niente più incarichi per tutti coloro che hanno superato i 36 mesi: insomma, le possibilità di trovare un varco sono davvero ridotte al minimo.
Assunzioni scuola, 'Miur aiuti chi ha problemi particolari'
Fenalca auspica, comunque, che il Ministero dell'Istruzione non si volti dall'altra parte di fronte a casi complicati riguardanti, ad esempio, trasferimenti per mamme con figli disabili oppure con genitori ammalati. La 'fredda legge dei numeri, dei punteggi e delle province' non deve prevalere sull'aspetto umano di ogni singolo caso, in modo da tenere in considerazione delle deroghe nelle situazioni più delicate.Il messaggio appare chiaro: docenti, se volete davvero iniziare una carriera nella scuola, bisogna avere spirito di sacrificio ed affidarvi a questa opportunità lanciata dal Miur.
Il problema è che molti precari di sacrifici ne hanno già fatti tanti e molti di loro si sono ritrovati in mano un pugno di mosche: manca soprattutto la fiducia che questa possa essere davvero la volta buona.