Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, ha continuato a ripetere, durante le conferenze stampa e i suoi interventi alla televisione e alla radio, che l'impegno di risorse economiche predisposto dal governo Renzi per la scuola non ha precedenti; lo stesso sottosegretario al Miur, Davide Faraone ha dato enfasi a questo aspetto, sottolineando lo sforzo finanziario voluto fortemente dal Partito Democratico.

Il bilancio consuntivo del piano assunzionale previsto dalla Buona Scuola, però, sembra contraddire le ottimistiche previsioni del governo: infatti, la nota di aggiornamento del Def, il documento di economia e finanza parla di costi ridotti a quasi la metà di quanto era stato previsto.

Ecco perchè lo Stato andrà a risparmiare sensibilmente rispetto a quanto annunciato.

Assunzioni scuola, spese per stipendi docenti e merito: lo Stato risparmierà la metà dei soldi

Tanto per cominciare, entro il 2015 il governo Renzi spenderà 544 milioni di euro per le nuove immissioni in ruolo, ma ne potrà recuperare 264 grazie alle imposte previste sulle busta paga nei neo assunti; il prossimo anno verranno spesi, sempre per questi nuovi docenti, 1.828 milioni ma ne rientreranno ben 887, sempre per lo stesso motivo.

Altro capitolo discusso, quello relativo ai famosi bonus per la valorizzazione del merito. Ricorderete, senz'altro, come il ministro Giannini abbia parlato di duecento milioni di euro messi a disposizione dei docenti, ogni anno, dal 2016 al 2019 (il 2015 non è incluso, tra l'altro...). Anche qui, effetto 'boomerang': è vero che lo Stato spenderà i 200 milioni ma ne potrà incassare più della metà (102 per l'esattezza) grazie alle imposte sulla busta paga degli insegnanti. 

Nota Def, batosta anche per i presidi: le spese per gli sgravi fiscali per gli studenti delle paritarie 

Stesso discorso anche per i (bistrattati) dirigenti scolastici che riceveranno 400 euro in più al mese di stipendio, ma ne dovranno lasciare allo Stato circa la metà. 

Tutto questo è messo nero su bianco nella Tavola A4 della nota di aggiornamento, consultabile a pagina 88 dello stesso documento finanziario.

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In quanto agli sgravi fiscali concessi alle famiglie che iscrivono i loro figli presso scuole private paritarie, la stessa nota di aggiornamento del Def indica in 132 milioni di euro il costo per l'anno 2016, mentre dal 2017 al 2019, lo Stato 'spenderà' a regime 76 milioni di euro.

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