La questione riguardante i docenti curriculari e i 'potenziatori' continua a far discutere, soprattutto dopo l'emissione della nota ministeriale dello scorso 5 settembre all'interno della quale si menziona il fatto che i docenti potenziatori potranno, di fatto, essere utilizzati anche per le ore curriculari.

Il sito specializzato Orizzonte Scuola ha intervistato, a questo proposito, il presidente dell'Andis (Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici), Paolino Marotta, il quale sostiene che non si tratti assolutamente di uno scandalo se l'organo collegiale competente di una determinata Scuola vada a ratificare la pariteticità tra docenti potenziatori e non potenziatori e, dunque, ci si metta d'accordo per orari di cattedra misti e scambi di ore.

Ultime news scuola, lunedì 19 settembre 2016: Andis 'pariteticità docenti potenziatori e non potenziatori'

Infatti, il dirigente scolastico dovrà fronteggiare spesso delle situazioni di emergenza. La nota del 5 settembre lascia intendere, sottolinea Marotta, che i docenti vengono posti tutti sullo stesso livello. E' chiaro che se un insegnante si oppone alla questione e quindi si rifiuta di lasciare le proprie ore di cattedra, non lo si potrà costringere ma se c'è la disponibilità da parte di tutti...Toccherà al dirigente scolastico mettere tutti sullo stesso piano, andando a promuovere un assetto innovativo, non più statico.

Paolino Marotta parla di 'categorie di docenti separate solo per il loro ingresso nella scuola' e di 'pariteticità' ma a chi gli domanda come mai allora gli insegnanti si lamentano di una disparità di trattamento, il presidente Andis risponde tirando in ballo l'atteggiamento ostile dei sindacati che gridano allo scandalo, minacciando ricorsi al giudice contro quello che è stato definito 'lo spezzatino delle cattedre', solo perchè si vogliono mettere contro 'soluzioni coerenti con lo spirito della legge 107'.

Marotta 'Tra il personale della scuola persistono ancora molte resistenze'

Marotta, comunque, ammette che su diversi aspetti della legge 107 non sono state organizzate azioni di riflessione o formazione specifica e che su alcune questioni il silenzio del Miur non aiuta, 'si va a tentoni'. In ogni caso c'è da constatare ancora il perdurare di molte resistenze da parte del personale della scuola, non si è ancora superato quel 'clima di contraddizione' che ha accompagnato il percorso di approvazione della legge 107 e il suo primo anno di attuazione.