Si sta parlando, da un po', di aumentidi stipendi per gli statali e per il comparto Scuola, ma le indiscrezioni sulle somme che verrebbero messe a disposizione dal governo, rappresentano poca cosa per i dipendenti pubblici.

Chi lavora nella scuola percepisce gli stipendi più bassi della Pubblica Amministrazione:a sostenerlo è l'Aran che ha diffuso i dati della Ragioneria generale dello Stato inerenti il 2014. Così emerge che, coloro i quali lavorano nel settore scolastico, sono il fanalino di coda tra gli stipendiati della P.A.

Presidi e Ata i meno pagati della P.A.

Spesso si è parlato degli stipendi bassi dei docenti, ma poche volte è stato preso in considerazione quanto siano contenute le retribuzionidei dirigenti delle scuole e del personale Ata, rispetto agli altri colleghi del pubblico impiego. Esemplare è il caso di unpreside costretto gestire ben 18 istituti, manon è un caso isolato: infatti, nel nostro Paese, non è raro trovare un dirigente scolastico che deve occuparsi di diversi plessi dipendenti da un'unica sede scolastica.

Tale fenomeno si è ampliato soprattutto dopo gli accorpamenti degli istituti, decisi negli ultimi anni.

Nella P.A., lebuste paga dipendono dal grado e daltipo diamministrazione:i dirigenti di prima fasciadelle agenzie fiscalipercepiscono 220mila euro annui, seguiti da quelli degli enti pubblici non economici (Inps o Inail) con i loro 217mila euro, e poi ci sono quelli dei ministeriche arrivano a 178mila euro.

I dirigenti scolastici sono tra i meno pagati, con appena 63mila euro, e gli altri dipendenti della scuola sono anche messi peggio: i docenti guadagnano circa 30mila euro lordi annui, eil personale Ata 22mila; gli stipendi più bassi in assoluto. Con la riforma della P.A., la differenza tra i vari dipendenti è diventata più marcata: i lavoratori dell'Antitrust o dell'Agcom percepiscono 74mila euro, quelli dellapresidenza del Consiglio dei ministri più del doppio rispetto al personale Ata,gli impiegati delle Regioni e dei Comuni, dei ministeri e il personale della sanità arrivano a 28mila euro.

I vigili del fuoco guadagnano circa 31mila euro,le forze armate35 mila. Qualcosina in più, invece, per i corpi di poliziache si assestano intorno ai 38mila euro. I professori universitari, invece, percepiscono in media 71mila euro.

Aumenti equi possibili o no?

La mappa descrittiva degli stipendi della P.A.fa emergerele differenze in atto tra i salari. In vista dell'aumento dei contratti degli statali,dati gli scarsi finanziamenti che si prepara a predisporre l'esecutivo, si prevedono cifre irrisorie e rivolte a fasce ristrette di reddito.

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Gli aumenti, infatti, dovrebbero essere garantiti a coloro chepercepiscono nonpiùdi 26mila euro, ai quali si aggiungerebbero i meritevoli, per una percentuale del 20-25%.

La stima generale è che, per rendere più eque le retribuzioni, anche alla luce dell'aumento del costo della vita, ci dovrebbero essere degli aumenti di circa 220 euro.Questa somma, però, pare non rientrare nei piani del governo che, invece, starebbe studiando la possibilità, per i dipendenti, di aumentare le ore di lavoro per guadagnare qualcosa in più.

I sindacati hanno chiesto almeno 80 euro, ma il confronto per ottenere unadeguamento delle retribuzioni si prevede lungo e tortuoso.

Per un lavoratore della scuola, vivere conun solostipendio in una grande città è praticamente impossibile: questi dati non vengono presi in considerazione, così come quelli sulla differenza di trattamento stipendiale tra dipendenti.

Oltreal costo della vita, non si tiene conto delle mansioni svolte:fare lo sportellista alle Poste o in banca è la stessa cosa, ma lo stipendio è differente; essere impiegato in una scuola o in un altro ente è la medesima cosa, ma ciò non vale per la busta paga. Anzi, spesso gli incarichi più gravosi riguardano proprio i settori in cui si guadagna di meno, e non sono rari i casi in cui ci si ammala per il logorio dello stress e per l'eccessivo carico di responsabilità.

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