Si avvicina a grandi passi lo sciopero della scuola del 23 febbraio 2018. I temi caldi della nuova serrata sono più o meno sempre gli stessi, anche se stavolta si punta il dito contro il nuovo contratto definito miserabile. Il precariato e i conseguenti chiarimenti del Governo, i rinnovi dei contratti e i diplomati magistrali che non trovano collocazione sono solo alcuni dei problemi relativi alla scuola che chiedono soluzioni. Lo stop arriva dopo quello di gennaio, a ridosso delle festività, e conferma che molti problemi non sono stati risolti.
Motivazioni
Lo sciopero della scuola del 23 febbraio è stato indetto da USB, SGB e CUB, Cobas e Unicobas. Le lezioni sono a rischio per questa giornata. A spiegare le ragioni di questo nuovo sciopero ci ha pensato il segretario nazionale di Unicobas secondo cui il settore della scuola è senza contratto da 12 anni e il personale ha visto sparire 15mila euro. Tema caldo anche quello degli aumenti, considerati inadatti. Un altro tema su cui si fa leva è quello del tutor per l’alternanza scuola lavoro, una figura diventata obbligatoria. Lo scopo insomma, come ha sottolineato una nota di Unicobas, è riportare la decenza nell’ambito della scuola agendo su alcuni punti come la legge 107/2015 (la cattiva scuola di Renzi), la riduzione degli alunni per ogni classe, l’annullamento della chiamata diretta per gli insegnanti, opportunità per chi è diplomato all’istituto magistrale, maggiori legami con le Università ma anche il superamento del precariato e l’apertura di un canale di recruiting per insegnanti e Ata.
Sul piatto anche il tema delle pensioni.
Info studenti
Il 23 febbraio le lezioni saranno quindi a rischio ma gli studenti sono tenuti a presentarsi a scuola. In caso contrario, devono portare necessariamente la giustificazione. La protesta inizierà alle ore 9 e partirà dal Ministero dell’Istruzione a Roma. Molto probabilmente nei prossimi giorni altri sindacati potrebbero unirsi alla serrata di fine febbraio. Lo sciopero del mondo scolastico era nell'aria, nonostante da poco sia stata posta la firma sul nuovo contratto scuola. Sono previsti aumenti in busta paga per oltre 1,2 milioni di persone facenti parte del personale della scuola pubblica. Gli aumenti degli stipendi vanno dagli 85 ai 110 euro al mese. Importante sottolineare come non tutti i sindacati presenti al tavolo abbiano firmato il rinnovo contrattuale: tra le voci contrarie, si segnalano Snals e Gilda.