Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 19 agosto 2018 vedono arrivare nuovi dati in merito al welfare ed in particolare all'erogazione degli assegno sociali a lavoratori e migranti. Emolumenti per i quali l'Inps spende oltre 400 milioni di euro, per un importo medio annuo superiore alle 6mila euro. Nel frattempo prosegue anche il dibattito sul taglio agli assegni elevati, stante che al momento il Governo non sembra ancora aver trovato una soluzione di compromesso definitiva rispetto ai diversi meccanismi di calcolo che potrebbero essere applicati per decidere l'entità delle trattenute.

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Assegni elevati, ecco le tre ipotesi d'intervento

Tra gli interventi di riforma previdenziale promessi dal Governo il taglio agli assegni elevati sembra destinato ad andare incontro a non poche difficoltà, visto che la discussione nelle ultime settimane è divenuta sempre più accesa. Al centro del contendere sembra esserci in particolare il sistema da utilizzare per formalizzare le trattenute e raggiungere l'obiettivo di maggiore equità. Al momento l'esecutivo non ha ancora preso una decisione definitiva al riguardo, ed anzi continuano a moltiplicarsi le ipotesi d'intervento.

Da un lato c'è la proposta in arrivo dal Movimento 5 Stelle, che pensa di applicare il ricalcolo degli assegni con una correzione di tipo attuariale. Dall'altro lato c'è invece il contributo di solidarietà suggerito dalla Lega, che avrebbe il vantaggio di risultare maggiormente in linea con il dettato costituzionale e lo svantaggio di partire dai redditi più bassi. Infine c'è la terza ipotesi, ovvero l'applicazione del ricalcolo contributivo puro dell'assegno.

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Un'opzione che però risulta difficilmente perseguibile anche secondo la stessa Inps, viste le difficoltà che sarebbero insite nella ricostruzione di molte carriere lavorative.

A settembre la decisione finale sul Ddl per i tagli agli assegni

La soluzione finale in merito al meccanismo di taglio sugli assegni dovrà comunque arrivare a settembre, alla ripresa dei lavori parlamentari. Fonti vicine alla Lega hanno già esplicitato che la proposta avanzata dal Movimento 5 Stelle andrà comunque rivista e corretta, pertanto difficilmente passerà la via del ricalcolo puro.

D'altra parte, la protesta interna si è acuita al passare del tempo. Negli scorsi giorni si è infatti registrato un intervento dell'ex Ministro del Lavoro Roberto Maroni, il quale ha puntato il dito contro la "forte penalizzazione" a cui rischiano di andare incontro "i lavoratori precoci, quelli delle fabbriche del nord" qualora fosse approvata l'ipotesi di taglio depositata alla Camera.

La prospettiva di intervento sugli assegni sociali

Tra le consegue della prossima riforma previdenziale e del riordino che il nuovo Governo intende portare all'interno del comparto vi potrebbe essere un intervento riguardante gli assegni sociali e di invalidità.

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Il Sole 24 Ore ha evidenziato la crescita numerica di quest'ultimi negli scorsi anni, seppur sottolineando che si tratti di numeri ancora contenuti. Nel corso di un articolo di approfondimento, il quotidiano economico ha però spiegato che il Governo dovrà riflettere anche su questa vicenda nella preparazione della prossima legge di bilancio 2019. Una razionalizzazione potrebbe ad esempio concretizzarsi tramite la proposta dell'esperto leghista Alberto Brambilla, che ha proposto l'adozione di un testo unico della previdenza, nel quale prevedere ad esempio l'adozione dell'Isee per conseguire il nuovo assegno di cittadinanza da 780 euro al mese.

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Come da nostra prassi, restiamo a disposizione dei lettori qualora desiderino aggiungere un commento nel sito o nella pagina Facebook "Riforma Pensioni e Lavoro" in merito alle ultime novità su welfare e previdenza riportate nell'articolo.

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