Continuano le tensioni interne alla maggioranza nell'approvazione della legge di Bilancio 2020, soprattutto sul fronte delle Pensioni anticipate con uscita a quota 100. Infatti, oltre agli altri nodi che vanno dal cuneo fiscale alle auto aziendali, dalle chiusure domenicali all'acqua pubblica, è scontro sulla misura che consente l'uscita a partire dai 62 anni unitamente ad almeno 38 anni di contributi versati introdotta nella legge di Bilancio 2019 e destinata a terminare la sperimentazione di tre anni nel 2021.

Ad oggi, in attesa che il testo della Manovra economica e finanziaria appena arrivato in Senato possa essere approvato, le posizioni sulle pensioni anticipate a quota 100 divergono soprattutto in merito ad una possibile modifica (come suggerito dal Partito democratico) o alla totale abolizione della misura già dal 2020, come vorrebbe Italia Viva di Matteo Renzi.

Pensione anticipata, uscita a quota 100: Pd chiede modifiche finestre in Senato

Ma, ad oggi, i numeri in Parlamento parlano chiaro: per il Movimento 5 Stelle il provvedimento che ha previsto le pensioni anticipate a quota 100 dovrà rimanere invariato.

Il partito di Di Maio, secondo quanto informa Il Sole 24 Ore, non solo difende la quota 100, ma non è disponibile a dare l'assenso nemmeno a interventi correttivi della misura. Interventi auspicati dal Partito democratico che vorrebbe correggere la misura senza eliminarla, unificando le finestre d'uscita tra pubblico e privato e andando a risparmiare circa 600 milioni di euro. Da quanto prevede il Decreto 4 del 2019 che ha istituito le pensioni a quota 100 le finestre di uscita, ovvero l'arco di tempo che dovrà attendere il futuro pensionato tra la maturazione dei requisiti e il primo assegno di pensione, corrispondono a tre mesi per i lavortori del settore privato e a sei mesi per i dipendenti della Pubblica Amministrazione.

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Pensioni Pubblica Amministrazione

Uniformare i due canali significherebbe aggiungere tre mesi ai lavoratori del settore privato, permettendo dunque l'uscita con quota 100 sei mesi dopo la maturazione dei requisiti richiesti dal provvedimento. Prima che la bozza del Documento di Economia e Finanza fosse stato trasmesso a Bruxelles il mese scorso, la proposta di modifica delle finestre della quota 100 prevedeva tre mesi di ritardo sia per i privati che per gli statali aumentando, rispettivamente, i mesi di attesa a sei e a nove.

Riforma pensioni: ultime novità di oggi su quota 100, uscita opzione donna, Ape social e gravosi

Italia Viva, invece, sarebbe per lo stop immediato delle pensioni anticipate con uscita a quota 100. Il blocco della misura consentirebbe al Governo di poter risparmiare gran parte delle risorse (pari a circa 8,3 miliardi di euro) destinate ai pensionamenti dei 2020. Tuttavia, l'ipotesi di perfezionamenti alle pensioni con quota 100 appare improbabile: in Senato, dove il testo della Manovra verrà sottoposto ai possibili correttivi, difficilmente si arriverà ad avere l'ok, soprattutto per l'abolizione integrale della misura stessa.

A tranquillizzare i futuri pensionati di quota 100 è arrivato anche il post su Facebook di Nunzia Catalfo nel quale il Ministro conferma nella Manovra di Bilancio le misure di pensionamento anticipato con quota 100, opzione donna e Ape social per il prossimo anno. Tra l'altro, il Ministro del Lavoro anticipa l'apertura dei tavoli di confronto con i sindacati già da gennaio prossimo per arrivare a un riforma generale delle pensioni che punti a superare le regole della legge Fornero.

A tal proposito, nella legge di Bilancio è stata prevista l'istituzione di due differenti commissioni, una riguardante i lavori gravosi e l'altra sulla spesa previdenziale ed assistenziale. Proprio i contribuenti che svolgano lavori gravosi si aspettano provvedimenti che possano allargare la platea dei beneficiari della pensione anticipata che attualmente ha come principali pilastri quelli dell'Ape social e dei precoci con quota 41.

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