È stata superata di gran lunga la soglia delle centomila uscite con le Pensioni anticipate a quota 100. Secondo gli ultimi dati disponibili e diffusi dall'Inps risalenti a settembre, le domande accolte di quota 100 sono state 114 mila, diversificate tra lavoratori del settore pubblico e privato. Ma i richiedenti la pensione non disdegnano le formule di prepensionamento già esistenti: infatti, un numero rilevante di contribuenti continua ad uscire con i requisiti della pensione anticipata dettati dalla riforma di Elsa Fornero, maturabili con 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e con 41 anni e dieci mesi per le donne.

Pensioni anticipate: ultime novità di oggi su numero uscite quota 100 e requisiti riforma Fornero

Più dettagliatamente, i dati certi sulle pensioni anticipate con quota 100 e con la maturazione dei requisiti della riforma Fornero sono quelli aggiornati dall'Inps al 20 settembre 2019. Meno di 190 mila lavoratori (184.890) hanno presentato domanda di uscita con quota 100: tra questi, 71.831 con un'età fino a 63 anni, 78.896 tra i 63 e i 65 anni e 34.163 oltre i 65 anni.

La maggior parte delle domande è stata inoltrata da lavoratori del settore privato, seguiti dai dipendenti della Pubblica Amministrazione, dagli artigiani, dai commercianti, dagli iscritti ai fondi speciali, dai coltivatori diretti e, in misura marginale, dagli iscritti alla gestione separata dell'Inps e dai lavoratori dello spettacolo e dello sport. La prima finestra trimestrale per andare in pensione anticipata con quota 100 si è aperta ad aprile 2019 e, al 15 settembre scorso, sono state 114 mila le domande di pensione con con i requisiti minimi di 62 anni di età e 38 anni di contributi accolte dall'Inps.

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In totale, il 66 per cento (dunque due domande su tre) di chi ha presentato istanza di uscita è riuscito ad agganciare i requisiti richiesti per la quota 100. Il 45 per cento della dotazione finanziaria stanziata dal Governo per la misura introdotta nella scorsa legge di Bilancio da Matteo Salvini e da Luigi Di Maio è ancora nelle casse dello Stato.

Pensione anticipata: oltre quota 100, uscita a 42 anni e 10 mesi, ma mancano concorsi pubblici e scuola

Oltre a quota 100, rilevanti risultano essere i numeri della pensione anticipata con i requisiti di uscita dettati dalla riforma Fornero.

Gli stessi dati Inps segnalano che 59 mila lavoratori hanno vista accolta la domanda di pensione anticipata con circa 43 anni di contributi (un anno in meno per le donne), pari al 46 per cento del totale delle domande presentate per questo canale di uscita. Una buona fetta dei contribuenti, dunque, continua ad uscire da lavoro con i requisiti richiesti dalla riforma Fornero e, guardando i risultati, si può dire che la quota 100 non ha consentito ai lavoratori di sanare gli effetti sfavorevoli proprio della legge introdotta dal Governo Monti nel 2011.

Un bilancio definitivo, in questo senso, si potrà avere solo al termine della sperimentazione della quota 100 prevista per il 31 dicembre 2021. L'altro obiettivo della misura, ovvero il ricambio generazionale nel mondo del lavoro, è stato analizzato dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro: si calcola che, a fronte di 200 mila uscite da lavoro con la quota, ci saranno 70 mila assunzioni di giovani entro i 35 anni di età, con un tasso di sostituzione stimato al 37 per cento.

Il ricambio generazionale dovrebbe essere più marcato nel settore della ristorazione (cuochi e camerieri), mentre potrebbe risultare pressoché nullo per i lavori ad alta specializzazione. I numeri del turn-over sono, tuttavia, ancora più difficili da stimare per i dipendenti della Pubblica amministrazione: la sostituzione può avvenire solo attraverso i Concorsi Pubblici che, in settori come la Scuola e la sanità, ancora devono arrivare.

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