In seguito ai sanguinosi attacchi di Parigi da parte degli integralisti islamici, L'Occidente afferma con fermezza che bisogna continuare a vivere, pur essendo in allarme, con normalità, senza modificare il nostro stile di vita, difendendo la nostra libertà conquistata faticosamente dopo anni di lotte e di secoli di emancipazione, Ma l'Occidente è davvero consapevole di quello che è? Quali valori legano o dovrebbero legare l'intera Europa? Perché la proposta dell'Isis risulta talmente seduttiva anche per molti giorni occidentali, che decidono di arruolarsi nelle loro fila?

Secondo il "New York Times" sono ben 17.000 mila (di questi 1.900 provengono dall'Europa occidentale) i combattenti stranieri presenti in Iraq e in Siria? L'opinione vuole che queste persone siano dei fanatici, dei folli, dei disturbati e certamente tale considerazione può essere veritiera, ma molto spesso la natura dell'adesione alla causa dell'Isis è puramente ideologica, nasce dal bisogno di dare una forte identità a loro stessi, è un abito non la loro pelle, la loro natura.

Si tratta spesso di personalità deboli che, di fronte ad una società magmatica e complessa come quella occidentale, decidono non di scegliere, ma di adottare un corpus dogmatico prestabilito, ricevendo in cambio anche del denaro, naturalmente.

La trascendenza cambia la vita e promette un salto di qualità dall'ordinarietà, dal piattume, dal materialismo alla straordinarietà di una vita che si fonde con il divino, il quale promette non solo una vita nell'aldilà ma anche una ricompensa terrena: essere parte fondante di uno Stato nuovo. Potere e religione, un connubio micidiale che cattura le menti di uomini e donne deficitari di personalità, e, perché no, menti di uomini e donne frustrati che ripudiano il modello di vita occidentale e scelgono deliberatamente di compiere il male per dare un senso alla propria vita, risuonando di paladino mistico, di eroe moderno. Sarebbe banale e "occidentale" per loro affiliarsi alla mafia, al malaffare, ad associazioni sovversive.

Il quid in più lo dà solo la religione.

L'Occidente democratico e consumista

La domanda "Cosa ci offre la società occidentale e perché non è "abbastanza" per i giovani europei è più che lecita ma stiamo attenti a non scadere nell'eurocentrismo compassionevole che vuole questi giovani, reclutati con fini tecniche psicologiche, povere vittime dell'Occidente laico ormai alla deriva. Beceri reality per avere un briciolo di notorietà e sentirsi qualcuno? Il mito del successo e del denaro facile per non essere considerati dei falliti? L'imperativo di avere una vita privata e soprattutto sessuale al top, magari aiutandoci con video hard, per non essere additati come "sfigati" e quello di consumare rapporti quanto più in fretta possibile e con quante più persone possibili, escludendo "complicazioni" sentimentali?

Ancora non abbiamo capito che l'Islam stavolta ha lanciato un messaggio ben preciso, colpendo i luoghi da loro ritenuti del "disvalore", al cui messaggio non si può rispondere solo militarmente e politicamente ma anche culturalmente, recuperando la nostra spiritualità, i nostri valori cristiani che, volenti o nolenti fanno parte della nostra storia.

Noi occidentali conduciamo una vita meccanica, oltremodo competitiva, priva di profondità: la civilizzazione attuale nulla può contro i turbamenti e le angosce dell'uomo, che però dimostra slancio verso la spiritualità. Abbiamo paura di non stare al passo con i tempi e straparliamo di diritti, di contestare il nuovo verbo incarnato dall'opinione pubblica che manipola le masse; ci illudiamo di essere liberi, ma siamo succubi di un pensiero imposto dall'alto, siamo dei democratici consumatori indottrinati, schiavi della grande industria e della dittatura del piacere, laici e buonisti quando ci fa comodo. Siamo incuneati tra messianismo sionista, imperialismo americano, operazioni massoniche-giudaiche e ovviamente la realtà disomogenea dell'Islam. Risvegliamo le nostre coscienze!