Italiani: un popolo di santi, poeti, navigatori...reazionari e conservatori! Da oggi, 5 dicembre 2016, il celebre detto dovrà essere ritoccato così. La vittoria del fronte del NO al #referendum costituzionale offre, ancora una volta, l'immagine di un popolo sbiadito, sperduto nella comodità delle critiche da salotto. Eppure, il referendum di ieri lascia in eredità 46 milioni di elettori senza più alibi. Si è votato nettamente contro la riduzione del numero dei parlamentari, si è voluto andare contro i tagli dei costi della politica.

Adesso, finalmente, la gente sarà chiamata ad una partecipazione attiva e, come il popolo, svariate forze politiche definite "accozzaglia" dall'ex premier Matteo Renzi.

Renzi lascia dopo 1000 giorni di governo: i suoi provvedimenti

Matteo Renzi, apprese le dimensioni della sconfitta, ha detto, in conferenza da Palazzo Chigi, che l' esperienza del suo governo sarebbe terminata. "Volevo tagliare le poltrone dei senatori. Non ci sono riuscito, quindi è giusto che a saltare sia la mia, di poltrona. Vengo dal mondo dell'associazionismo, dello scoutismo.

Una delle massime del fondatore dello scoutismo, Powell, era che dobbiamo lasciare un posto in condizioni migliori di come l'abbiamo trovato". I 1000 giorni di governo Renzi hanno segnato in positivo la ripresa italiana che, seppur ancora debole, ha visto una netta inversione di marcia in molti settori:

  • Il PIL, dal primo trimestre del 2014, al terzo del 2016 è cresciuto dell'1,6%.
  • Rapporto deficit/PIL -0,4% nel medesimo periodo.
  • Debito pubblico -43 miliardi (dati agosto 2016)
  • Consumi famiglie +3%
  • Occupati totali + 656 000 da febbraio 2014 a settembre 2016.
  • Occupati dipendenti permanenti + 487000.
  • Inattivi -665000.
  • Tasso di disoccupazione -1,1%.
  • Produzione Industriale +2,3%.
  • Abolizione tassa prima casa, Imu e Tasi.

Vanno poi annoverate le varie riforme, tra le quali, la più importante e sentita è stata quella sulle unioni civili, attesa da oltre trent'anni, ma anche la riforma del terzo settore, la legge sul "dopo di noi", il bonus bebè, la legge sul caporalato e via discorrendo.

Innegabile la svolta impressa dal governo Renzi dopo un immobilismo ultradecennale.

Tutti vogliono il cambiamento, nessuno vuole cambiare

Il popolo, dicevamo, si è espresso. Vox populi, vox dei, ci mancherebbe. Fa specie, però che dopo decenni di attacchi (legittimi) a tutta la classe politica sui privilegi, le camere chiuse al popolo, l'eccessivo numero dei politici, i troppi soldi e chi più ne ha più ne metta, il popolo, posto dinnanzi alla scelta di cambiare o lasciare tutto com'è, decida di mantenere lo status quo.

Vuoi vedere che mantenere 1000 parlamentari non è poi così male?

Renzi ha avuto il merito di far tornare il 70% degli aventi diritto al voto a parlare di politica, di Costituzione. L'ex premier perde, ma vince. Vince con la sua coerenza, vince lasciando il timone quando fallisce il programma del suo governo, vince con la dignità di uno statista che non si attacca alla poltrona. Vince, #Renzi, perchè da solo ha portato il 40% degli Italiani dalla sua parte. E quel 40% sarà una maggioranza, se si sapranno recepire i messaggi d questo referendum, perchè il rimanente 60% si dividerà quando inizieranno a parlare della nuova legge elettorale.

Il 40% del segretario del PD rappresenta l'Italia che vuole cambiare, che vuole togliere alibi a chi si lamenta. Renzi vince, infine, perchè ha dimostrato che si deve far politica per servire la propria nazione. Si deve far politica inseguendo un ideale, un modello, uno scopo. Se questo non viene perseguito, amen. Si torna a casa, ma con la consapevolezza di averci messo tutto, cuore e cervello,a differenza di altri che ci mettono lo stomaco.

Matteo Renzi si è dimostrato del 60% della popolazione. Una grandissima occasione persa per tentare di recuperare il terreno perso negli ultimi 20 anni (ad essere buoni).

Grazie a Renzi per averci provato. Forse non era il momento giusto, ma ci sarà mai il momento giusto, per gli Italiani?

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