Uscito dalle ultime elezioni politiche con le ossa a dir poco rotte, il Partito Democratico deve assolutamente trovare una propria linea, nuova o meno che sia, andando avanti verso prospettive future, a partire dalla Direzione del Partito, e con gli occhi puntati verso la successiva Assemblea.

Una Direzione complicata

La Direzione Nazionale del Partito Democratico, che ufficializzerà innanzitutto le dimissioni di Matteo Renzi, non puö trasformarsi in una resa dei conti o in una sfida tra diverse componenti interne.

Del resto, capire con esattezza quanto ha provocato il recente 'crollo' elettorale non è cosa di un momento.

Infatti, sono troppi i motivi che hanno contribuito a ciò, anche se le previsioni erano ben differenti. Indubbiamente, oltre che partire da una analisi di vertice, di tipo direzionale, sarà necessario capire perchè la base è in fuga o, quantomeno, ormai 'lontana', in modo più o meno consistente, da quanto viene proposto dalla componente 'alta' del partito. Pertanto, resta poco da fare se non rivedere obbligatoriamente come mai il Partito Democratico non abbia intercettato le esigenze della base e dell'intero popolo italiano.

Alleanze e collaborazioni

In questo momento alquanto delicato per il Partito Democratici, occorre comunque mantenere innanzitutto i 'nervi' saldi e la mente lucida per evitare di proporre o accettare candidature interne che potrebbero portare il partito non al crollo ma al tracollo.

Inoltre è necessario evitare posizioni di una rigidità tale che preludano a nuove elezioni. In questo un politico 'di razza' come Dario Franceschini è stato chiaro e illuminante e in questi giorni ha dichiarato, senza giri di parole, che il Partito Democratico, in una 'immediata' consultazione elettorale, potrebbe scendere di parecchio, fermandosi a un 'misero' 5 %, e crediamo possa aver ragione.

Se un certo Antonio Gramsci, a suo tempo e in contesto ben differente, disse la fatidica frase 'Abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza', noi possiamo senza dubbio dire che questa frase mantiene una attualità estrema. Inoltre, serve anche ricordare, prima di attribuire ogni colpa a Matteo Renzi, che tanti che ora gli stanno dando contro in modo sempre più palese, non hanno poi in passato ottenuto risultati così eccezionali, anzi.

Inoltre la fretta di creare accordi con i pentastellati o altri movimenti o partiti politici non può scaturire dal timore di scomparire dalla scena politica del nostro Belpaese. Dobbiamo poi far presente che anche se Salvini sostiene continuamente di aver vinto e stra-vinto, in realtà, alleanza di centro-destra a parte, come Lega ha ottenuto meno voti del PD di Renzi...Comunque, mai come questa volta possiamo dire: ai posteri l'ardua sentenza.