Abbiamo confrontato il contratto di governo sottoscritto da Lega e M5S con i programmi con cui si sono presentati alle elezioni.

Il funzionamento dei gruppi parlamentari

Il pezzo forte di questo capitolo è quello del codice etico per i membri che entreranno all'interno del governo: dovranno essere in regola con la legge Severino, non devono essere sotto processo per reati gravi e non devono appartenere alla massoneria. Chiara l’impronta del M5S nella stesura di questo punto.

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Acqua pubblica

In questa voce del contratto si fa esplicito riferimento all’applicazione della "volontà popolare espressa nel referendum del 2011", quello per l’acqua pubblica, appunto. In quell’occasione, il M5S fu tra le forze che si batterono per il sì (e vinsero), mentre la Lega non prese posizione, dando libertà di voto ai propri elettori.

Agricoltura e pesca made in Italy

Si tratta di uno dei cavalli di battaglia della Lega, che dai tempi delle quote latte si è schierata a fianco di agricoltori e allevatori italiani, considerati vessati dalla Ue, arrivando anche a sposare azioni vicine alla “disobbedienza civile”.

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Nel contratto si chiede la ridiscussione della Pac (Politica agricola comune) a livello europeo in una maniera che ricalca fedelmente il programma leghista.

Ambiente, green economy e rifiuti zero

Si sentono forti gli echi del M5S e del Grillo degli inizi in questa im postazione. Si individua nell’ambiente una leva di sviluppo anche economico. Di ambiente si parla più o meno negli stessi termini anche nel programma della Lega, ma questo è un tema che sta nel Dna dei Cinque stelle più che della forza di Salvini.

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Matteo Salvini M5S

Banca per gli investimenti e risparmio

La "creazione di una banca pubblica per gli investimenti per piccole e imprese, agricoltori e famiglie" è il punto numero 13 del programma politico con cui Di Maio si è presentato agli elettori. Nel contratto di governo il punto viene esteso anche alla tutela degli interessi dei piccoli risparmiatori, cari anche alla Lega. Ma rimane chiaro il marchio M5S.

Conflitto d’interessi

È un tema chiaramente imposto dal M5S, che anzi, in fase di possibile trattativa col Partito democratico, l'aveva inserito tra le priorità dell'azione di un eventuale governo a guida M5S-Pd.

C’è da scommettere che la Lega, vista l’alleanza con Silvio Berlusconi ancora formalmente in piedi, avrebbe fatto volentieri a meno di inserire il capitolo nel contratto.

Cultura

Sotto questa voce si legge, tra le altre cose che "è necessario partire da un principio chiaro: la cultura è un motore di crescita di inestimabile valore e certamente non un costo inutile". La Lega ha fatto parte in tempi non lontani di un governo in cui il ministro dell’Economia è rimasto celebre per aver detto che con la cultura non si mangia.

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Debito pubblico e deficit

L’espressione "debito pubblico" non compare né nel programma della Lega né in quello del M5S. Nel contratto si dice di voler ridurre il "debito non attraverso tasse e austerità ma attraverso il rilancio Pil". Si fa menzione anche della "ridiscussione dei trattati dell’Ue", ma i toni appaiono assai più sfumati rispetto a quelli barricaderi usati dal leader della Lega. Per come è stata formulata questa voce del contratto, pare di poter concludere che in essa c’è stata una predominanza dei M5S.

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Difesa

"Risulta prioritaria la tutela del personale delle Forze Armate. È imprescindibile la tutela dell’industria italiana del comparto difesa". Si tratta di indicazioni che appaiono assai più ascrivibili all’orizzonte ideale della Lega che del M5S. Mentre della Lega è nota la sintonia con forze armate e simili.

Esteri

C’è in questo capitolo una ripetuta insistenza sulla necessità di considerare la Russia un alleato e di rivedere le sanzioni al paese di Putin. Si indica anche come necessario il "rifocalizzare l’attenzione sul fronte del Sud. Non costituendo la Russia una minaccia militare". Si tratta di un capitolo che sembra ricalcare fedelmente il programma della Lega.

Fisco: flat tax e semplificazione

La definizione flat tax è stata introdotta in campagna elettorale dalla Lega, che ne ha fatto un cavallo di battaglia. Basta questo a far ascrivere la doppia aliquota Irpef (15 e 20 per cento) con cui si vuol riformare il sistema fiscale tra i successi di Salvini nell’ambito della trattativa con Di Maio.

Giustizia rapida ed efficiente

I concetti base del capitolo sono costituiti dall’allargamento dei confini della legittima difesa, da una generale tendenza all’inasprimento delle pene, dalla velocizzazione dei processi. Si punta su più carceri, più agenti di polizia penitenziaria, meno immigrati nelle carceri per fargli scontare la pena nei loro paesi. Tutti temi su cui è evidente l’impronta leghista.

Immigrazione: rimpatri e stop al business

Il capitolo inizia con queste parole: "La questione migratoria attuale risulta insostenibile per l’Italia, visti i costi da sopportare e il business connesso, alimentato da fondi pubblici nazionali spesso gestiti con poca trasparenza e permeabili alle infiltrazioni della criminalità organizzata". Pare scritto con la penna di Salvini.

Lavoro

Questo capitolo appare come un’enunciazione di principi. Ai punti, questa voce va ascritta tra quelle in cui l’impronta maggiore è del M5S. Non è un caso, forse, se in queste ore le indiscrezioni vagheggiano dell'istituzione di una sorta di superministero che accorperebbe welfare e lavoro, al cui capo andrebbe Di Maio.

Lotta alla corruzione

All’inverso, vale il discorso fatto per la Lega sull’immigrazione. La lotta alla corruzione è uno dei capisaldi del messaggio politico generale del M5S. Una sorta di marchio di fabbrica che non sarebbe potuto mancare da un programma di governo sotto il quale il Movimento avesse messo la firma.

Ministero per le disabilità

È uno dei temi toccati ripetutamente da Salvini in campagna elettorale e ad esso è dedicata una importante parte del programma con cui la Lega si è presentata alle elezioni. La sua introduzione nel contratto, è evidente, è a trazione leghista. La questione dell'attenzione alle disabilità torna con forza anche nel capitolo dedicato alla scuola.

Pensioni. Stop legge Fornero

La legge della ministra del governo Monti non è mai piaciuta né alla Lega né al M5S. Chi ha fatto la voce più grossa su questo tema è però senz’altro Salvini, da ben prima che iniziasse la campagna elettorale. Il punto è suo. Il M5S parla nel suo programma di un "superamento della legge Fornero". Pare quindi che sia stata la maggiore radicalità del partito di Salvini ad entrare nel contratto.

Politiche per la famiglia e natalità

Si tratta di un altro pallino di Matteo Salvini, soprattutto per quanto riguarda la natalità, che sembra riecheggiare alcuni toni dell’alleata (alle elezioni) sovranista Giorgia Meloni. Un po’ per strizzarle l’occhio (con Fratelli d'Italia ci sarebbero degli abboccamenti proprio in queste ore per un'entrata nel governo giallo-verde), un po’ per sottrarle consenso.

Reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza

È uno dei motivi per cui probabilmente il M5S ha avuto un così ampio successo elettorale. Il punto non era minimamente accennato nel programma della Lega. In ogni incontro pubblico e in ogni sua partecipazione televisiva Di Maio ha insistito sul punto. È fuori di dubbio che il punto in questo caso tocchi al M5S.

Riforme istituzionali, autonomia e democrazia diretta

L'allargamento delle opzioni di democrazia diretta e il riferimento all’introduzione del vincolo di mandato che si leggono in questa voce del contratto, rendono l’origine di questo capitolo ascrivibile alla volontà del M5S, che porta avanti da anni questi temi e pare ora volerli introdurre nella sua azione di governo.

Sanità

"È prioritario preservare l’attuale modello di gestione del servizio sanitario a finanziamento prevalentemente pubblico e tutelare il principio universalistico". L’approccio descritto in questo capitolo del contratto lo rende chiaramente di matrice M5S. Basta pensare all’importanza che i privati hanno nella sanità della Lombardia, regione storicamente governata dalla Lega.

Scuola

È uno di quei capitoli in cui pare non esserci un’impronta nettada parte di una delle due forze. Solo fino a quando però, non si arriva al seguente passo: "Saranno introdotti nuovi strumenti che tengano conto del legame dei docenti con il loro territorio". Si tratta di un concetto caro alla Lega fin dai tempi di Bossi.

Sicurezza, legalità, forze dell’ordine

"Relativamente alle Forze dell'ordine è necessario aumentare i fondi a disposizione del comparto per prevedere il potenziamento degli organici, con previsione di aumento del personale, rinnovo dei contratti in essere e riordino delle carriere". È storica la vicinanza di Salvini alle forze dell’ordine. Questa voce del contratto sembra uscita dal file del programma della Lega.

Sport

C’è una volontà di ridurre l’autonomia del Coni e di finanziare le associazioni sportive dilettantesche (da cui arrivano e sono arrivati nel tempo diversi esponenti leghisti) che fanno pendere la bilancia di questa voce a favore della Lega, la quale ha avuto tra l'altro più di un'occasione di contrasto con l'attuale presidente del Coni, Giovanni Malagò.

Sud

Il solo fatto che la questione meridionale, storica per l’Italia, sia ridotta a otto righe in un contratto di 58 pagine, la dice lunga sulla “sensibilità” che ha guidato la mano che ha scritto questa voce del contratto, in cui si dice genericamente che tutte le misure del documento sono in grado di rilanciare il sud. Punto alla Lega.

Taglio dei costi della politica, dei costi delle istituzioni e delle pensioni d’oro

Siamo nell’acqua in cui il M5S nuota più a suo agio. È un altro dei motivi per cui il Movimento guidato da Di Maio ha fatto storicamente breccia nell'elettorato. La Lega, da oltre vent'anni sulla scena nazionale, non si è mai distinta per posizioni anti-casta o per la soppressione di privilegi. È un tema, questo, che porta chiara la firma del movimento.

Trasporti, infrastrutture, comunicazioni

Si legge, in questo capitolo, di ridiscussione del Tav, di rinnovo del parco veicoli a favore di quelli ad alimentazione elettrica, anche attraverso incentivi, di ammodernamento di ferrovie, e di "alta capacità" invece che di alta velocità. Non sono certo i temi cari alla Lega, abitualmente invece assai sensibile ai temi delle infrastrutture e delle grandi opere.

Turismo

La Lega dedica al tema un apposito capitolo del suo programma elettorale, peraltro piuttosto articolato. Un'attenzione che non si riscontra affatto invece nel programma del M5S, che non tocca il tema in nessuno dei venti punti sottoscritti da Di Maio con i quali il M5S si è presentato agli italiani per chiederne il voto.

Unione europea

Anche in questo caso i toni del capitolo suggeriscono che il furore della Lega sia stato assai mitigato dal M5S, che sui rapporti con l’Ue si è molto più ammorbidito nel tempo. Nei giorni scorsi e nelle diverse bozze che si sono succedute, tra l'altro, l'impronta della Lega appariva assai più marcata, con tanto di richiesta di taglio del debito alla Bce. Toni e temi scomparsi.

Università

Vale il discorso fatto per il turismo. La voce non compare nel programma del M5S, è invece presente in quello della Lega. Anche in questo caso, ci si trova più davanti ad una esposizione di principi che a un elenco di provvedimenti da prendere. Sta di fatto che il tema, storicamente, non compare certo tra i temi forti del M5S. Punto a Salvini.

Conclusioni

Chi vince? Chi perde? I punti del programma sono trenta e la partita sembrerebbe in parità: 15-15. Ma il M5S ha conseguito alle elezioni quasi il doppio dei voti dei futuri alleati di governo della Lega. Partito quest’ultimo, al quale va quindi sicuramente riconosciuta, almeno in questa prima fase, una maggiore capacità di imposizione dei propri temi nell’agenda del futuro governo, per ora solo sulla carta.

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