È di 58 pagine il contratto di governo approvato ieri fra Movimento 5 Stelle e Lega. Il contratto non è ancora definitivo in quanto manca il voto degli elettori della Lega che si esprimeranno tra sabato e domenica. Hanno gia dato il via libera, invece, gli iscritti del M5S che al 94% hanno votato per il si al programma (42.274 sì contro 2.522 no).

Europa

Si conferma il carattere antieuropeista e antisistema dei due partiti.

Nel documento infatti compare l'intenzione di rivedere il profilo di bilancio UE in vista della programmazione settennale. Questo per modificare l'impianto della goverance economica eurpea (Politica monetaria, Patto di Stabilità e crescita, Fiscal compact, Mes, procedura per gli equilibri macroeconomici eccessivi, etc.) basato, secondo Salvini e Di Maio, troppo sui mercati. Il nuovo governo lavorerà quindi con i gli altri Stati dell'unione affinchè Bruxelles si orienti anche verso diverse tematiche. Si intende, inoltre, superare la direttiva Bolkenstein per eliminare nocivi "effetti pregiudizievoli" per gli interessi dei singoli paesi dell'Unione.

Tutela della famiglia

Si cercherà di incrementare le nascite e tutelare le famiglie promuovendo Asili nido gratuiti (solo per italiani), rimborsi per nido e baby sitter e cancellazione dell'Iva per i prodotti neonatali e per l’infanzia. Si cercherà inoltre di modificare il mondo del lavoro per favorire la nascita di figli con "servizi e sostegni reddituali". Per esempio il documento propone di aumentare l'indennità di maternità e di stanziare un bonus finanziario per le mamme che rientrano a lavoro dopo la fine del congedo di maternità. È previsto anche uno sgravio fiscale per le imprese che mantengono le mamme a lavoro, anche dopo la nascità di figli.

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Politica

Italiani all'estero

Chiara è l'intenzione di riformare il sistema di voto all'estero e gli organi di rappresentanza del consiglio generale degli Italiani (CGIE e COMITES). Ma l'opera riformatrice non si ferma qua. Il contratto prevede di modificare anche la rete diplomatica e consolare per garantire un migliore servizio, visto l'aumentare del numero di cittadini italiani sul suolo straniero.

Si punta inoltre a: "valorizzare il loro patrimonio di esperienze e conoscenze per il sostegno del Made in Italy e la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo"

Politica fiscale

Si prevede un nuovo sistema di riscossione delle tasse che presenterà due sole aliquote fisse: una al 15% e l'altra al 20% per persone, Iva, imprese e famiglie.

Per queste ultime è prevista una deduzione di tremila euro in base al reddito familiare. Si cerca di tutelare quindi le classi più povere, con un reddito più basso.

Lotta all'evasione fiscale

Per far fronte al mancato ingresso di denaro, dovuto all'abbassamento della pressione fiscale, il governo inasprirà la lotta contro l'evasione fiscale. Si progetta quindi di aumentare le pene inflitte agli evasori.

Per combattere inoltre l’elusione fiscale internazionale si pensa di migliorare la cooperazione internazionale e aumentare la tassazione dei grandi capitali detenuti all'estero.

Incentivi per auto elettriche

L'acquisto di auto ecologiche verrà favorito dal prossimo governo. Ci saranno inoltre agevolazioni per "la rottamazione o vendita di un mezzo con motore endotermico o per interventi di retrofit per veicoli a combustione interna". Il bonus, però, verrà aggiornato in base ai prezzi internazionali dei mezzi elettrici o ibridi (più diminuiranno meno sarà alto il bonus fiscale).

Questo provedimento servirà inoltre ad aumentare, sul suolo italiano, le infrastrutture adibite alla vendita e ricarica di questi veicoli

Conflitto di interessi

Per combattere il reato di conflitto d'interessi il nuovo governo giallo-verde si impegna a estendere l'ipotesi di conflitto oltre il solo ambito economico. Verrà quindi punita l'interferenza tra un interesse pubblico e un altro interesse di qualsiasi genere che possa influenzare la funzione pubblica, anche in assenza di un vantaggio in termini di denaro. Inoltre potrà essere punito anche chi non ricopre cariche pubbliche, ma che possa comunque influenzare la gestione del bene pubblico (per esempio sindaci di grandi metropoli come Roma o Milano oppure manager aziende partecipate dallo Stato

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