Rispetto a qualche mese fa si sono visti dei miglioramenti nel gioco della Juve. Nella prima mezz'ora del match contro il Napoli, se qualcuno avesse dovuto puntare una monetina sicuramente l'avrebbe messa sulla Vecchia Signora: pressing alto, gioco veloce, terzini alti e un Chiesa in formissima. La partita sembrava in mano dei bianconeri, almeno fino al goal di Dries Mertens. Da lì in poi Juve in netto calo fisico, con solita tattica di Massimiliano Allegri nell'aspettare l'avversario e subire il gioco del Napoli (altra prova positiva nonostante le assenze e i problemi pre-match con l'ASL), e provare qualche ripartenza con giocatori stanchi e troppo isolati.

Secondo tempo che ha visto la Juventus pareggiare (goal di Chiesa), ma ha subito sempre il gioco del Napoli che in un paio di occasioni ha rischiato di raddoppiare.

La domanda che i tifosi si pongono è: di chi è la colpa e cosa non va?

Analizziamo i problemi: la rosa sicuramente non è quella di 3 anni fa ma resta comunque una delle prime 3 del campionato visto il valore dei singoli, che però possono e devono fare sicuramente di più. In questa stagione sono pochi i giocatori che si salvano e ci si aspetta molto di più dai vari Dybala, Rabiot, e Morata per citarne alcuni. Il loro rendimento è altalenante e contro le grandi squadre emergono le difficoltà.

Un altro problema legato ai giocatori è la società, poiché è la società stessa che si muove sul mercato e sicuramente nelle ultime sessioni non si è svolta un'ottima campagna acquisti/cessioni (per dirne due, Kulusevski e Ramsey non hanno reso).

Ultimo punto sarebbe l'allenatore: sia chiaro, il valore di Allegri è indiscutibile, ma è netto ed evidente che la sua Juve non mostra personalità, ordine e gioco, e quando ci riesce non è per tutti i 90 minuti. Per cui bisogna porsi la domanda: "è l'allenatore giusto per ricostruire una Juve vincente?".

La ricostruzione

La risposta sarebbe scontata guardando il gioco espresso fin qui, ed anche i risultati (meno punti della gestione Pirlo) darebbero ragione sul fatto che non sia l'uomo giusto almeno per una ricostruzione.

Il rendimento degli attaccanti tanto discussi ne è una dimostrazione dato che le occasioni che crea la squadra sono poche: se una squadra crea tanto ha più possibilità di segnare rispetto a una squadra che crea poco, no? Ma Allegri ha uno status talmente grande che va dato anche a lui del tempo, e ponendo così come unico obiettivo la qualificazione alla prossima Champions League, poiché le squadre davanti hanno un altro passo e un'identità ben precisa, e i punti di distanza dalla vetta iniziano a essere tanti.

I dubbi sono molti e una non-qualificazione peserebbe tanto nelle casse della Juve, troppo.

Unica nota positiva i tifosi: sempre presenti allo stadio a incitare la loro squadra, e per questo vanno lodati e meritano più rispetto.