Prosegue il tortuoso cammino del ddl Richetti sull’abolizione dei vitalizi dei parlamentari. Dopo aver incassato il via libera tra mille polemiche alla Camera, il testo redatto dal nuovo uomo di fiducia di Renzi è atteso alla prova del Senato. Non sarà uno scoglio facilmente aggirabile, così come ampiamente ipotizzato alla vigilia della chiusura estiva. Al di là della minoranza, infatti, anche all’interno del Partito Democratico il malumore resta palpabile. Quello della cancellazione dei vitalizi è considerato da molti una resa incondizionata all’agenda politica del Movimento5Stelle che, proprio sull’abolizione dei privilegi della casta, ha costruito il suo mantra elettorale.
Nelle ultime ore è stato il senatore Ugo Sposetti ad avvertire i suoi di essere pronto a organizzare una fronda interna d’opposizione al ddl Richetti. Una minaccia che non è andata giù al capogruppo dem a Palazzo Madama, Luigi Zanda: “Non se ne parla proprio di insabbiare il testo”. Per avvicinare le parti (al momento piuttosto distanti) al Nazareno si lavorerà dunque su modifiche importanti ma che non intaccheranno l’impianto strutturale già battezzato da Montecitorio. Se passo indietro del PD ci sarà, dunque, sarà soltanto parziale.