Al Festival dell'Unità al Testaccio a Roma questo 25 settembre è intervenuto il leader nazionale di Campo Progressista Giuliano Pisapia, che si è confrontato con il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti: l'ex sindaco di Milano si è soffermato su molti aspetti di attualità politica. Vediamo le parti salienti di quello che ha detto.

Pisapia: 'Fare autocritica sui personalismi e continuare percorso comune col PD'

Nella prima parte del suo intervento Giuliano Pisapia ha detto: "Bisogna essere sfidanti, fare delle sfide fra di noi, ma sapendo che l'obiettivo è quello di sconfiggere chi è avversario del bene del nostro paese e ha già dimostrato di non essere in grado di creare il cambiamento.

Questo non dev'essere solo periodo elettorale, ma dobbiamo essere capaci di essere autocritici ma sopratutto dimostrare che per cambiare dobbiamo avere il massimo di unità. Io ho avuto per 5 anni una Giunta senza alcuna defezioni che andava dalla sinistra al centro democratico, dai laici ai cattolici, è stato bellissimo avere un confronto; abbiamo anche saputo fare autocritica quando necessario. Ora dobbiamo fare autocritica su certi personalismi che ci sono stati, con dolo o con colpa di Renzi, e possiamo continuare un percorso comune. Ce la possiamo fare non perché dobbiamo, ma perché ci crediamo".

'Il PD è fondamentale nel centrosinistra, ma non è autosufficiente: facciamo salto di qualità'

Giuliano Pisapia ha poi proseguito: "Non cito il nome di Matteo Renzi da mesi perché sono contro i personalismi. Ogni giorno leggo cose che riguardano me e Renzi, che spesso non sono vere. Ma ora voglio fare chiarezza: il Pd e il suo popolo sono parte integrante e fondamentale del centrosinistra.

Io sono di sinistra e sono stato da sempre fautore del centrosinistra fin da tempi di Prodi, quando feci un intervento a suo sostegno prima che venisse defenestrato da una "certa sinistra". Oggi per come è fatto il nostro paese l'unico modo per sconfiggere le destre è mettere insieme una coalizione di centrosinistra, come anche fu nel 1994 e nel 1996.

Però il PD per come è nato pensava di rappresentare tutto il centrosinistra, ritenendo di essere autosufficente per governare: io non ci ho mai creduto. Pur non avendo mai considerato il PD come un mio nemico penso che oggi, più che nel passato, si è dimostrato che quell'autosufficienza non c'è, al punto che esso ha perso 3 milioni di elettori. Il PD nacque come da una fusione a freddo fra due partiti, io invece credo che serva un movimento che parta da basso, ovvero da quelle tante realtà che governano bene i territori. Oggi serve un salto di qualità, riconoscendo che il PD è il partito con più consensi del centrosinistra e che che Renzi ha vinto le Primarie con 2 milioni di persone. Noi da soli non possiamo contrastare le destre e il populismo, anche il PD dovrebbe dire lo stesso.

Lo dico anche a chi si definisce più a sinistra di me; anche se poi la differenza sta fra il dire cose di sinistra e il farle davvero: chi rimane nel proprio ghetto a fare testimonianza non cambia le cose. Serve la capacità di dire che vogliamo impegnarci per cambiare le cose. Anche Renzi nel suo libro ha scritto la frase "Io amo il potere come verbo e non come sostantivo", deve averla sentita da me perché l'ho detta spesso. Io penso che non bisogna essere aggrappati al potere e ai posti, ma ad esempio fare una rotazione degli incarichi: potremmo farlo concretamente mettendo un limite senza deroghe alle candidature al Parlamento e in altre istituzioni. Quando si sta troppo tempo in un luogo di potere alla fine si perde il contatto con la realtà".

'Approviamo Ius Soli in questa legislatura e ridaremo entusiasmo al popolo di centrosinistra'

Pisapia ha poi concluso: "Serve un'Europa più forte, con cessioni di sovranità che sono necessarie per creare le condizioni affinché i patti vengano rispettati e facciano sì che l'Italia non venga lasciata sola sui migranti come è stato fatto. Se noi riuscissimo ad approvare lo Ius Soli forse perderemo qualche consenso, ne sono consapevole, ma daremo anche entusiasmo e fiducia a tanti che hanno perso speranza nel centrosinistra, i quali invece possono tornare a impegnarsi".

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