Dopo un’estate per così dire di riflessione, Matteo Renzi si è tuffato a capofitto nell’ennesima e lunga campagna elettorale da protagonista. Intervistato dalla Berlinguer negli studi di Carta Bianca, il segretario del Partito Democratico ha mostrato ottimismo e consapevolezza per la sfida alle porte. Dopo le primarie stravinte non vi è alcuna possibilità che possa tenere una posizione defilata rinunciando alla corsa per Palazzo Chigi. “Sono io il candidato premier - ha spiegato - e sono convinto che il Pd possa arrivare al 40%”. Peccato che i sondaggi diano i democratici ben al di sotto di quella soglia e che, senza il varo di una nuova legge elettorale e con un Centrosinistra dilaniato al suo interno dalla guerra tra i partiti, il rischio di una figuraccia clamorosa si fa sempre più concreto.

Proprio su quest’ultimo punto Renzi ha chiarito come l’ostruzionismo in Parlamento abbia giocato un ruolo fondamentale nella stagnazione della legislatura. Anche in considerazione di ciò l’ipotesi di anticipare le elezioni governative prima del 2018 non è realistica: “È importante che il governo Gentiloni faccia le ultime cose di questa legislatura, compresa la legge di bilancio”.

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