Nella giornata di ieri, mercoledì 13 settembre, la Giunta regionale siciliana guidata dal governatore Rosario Crocetta (Pd-Il Megafono) ha deciso di firmare un accordo con i sindacati attraverso il quale verranno elargiti 80 euro in più al mese ad ognuno dei 22 mila operai forestali presenti sull’isola. In pratica, una riedizione degli 80 euro con cui Matteo Renzi riuscì ad ottenere il 40% dei voti alle elezioni europee del 2014. L’impegno di Crocetta è conseguenza dell’accordo stretto tra il governatore uscente, non ricandidato dal suo partito, il Pd,e il segretario Dem che, al suo posto, ha scelto la figura del rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari, per la corsa verso la riconquista di Palazzo d’Orleans, sede dell’Assemblea Regionale Siciliana (Ars).

La notizia, diffusa tra gli altri dal quotidiano Repubblica, è stata accolta da Forza Italia (il partito berlusconiano del 61 a 0 nel 2001) con l’annuncio di un esposto in procura per “voto di scambio”. Il candidato della sinistra, Claudio Fava, parla invece di “regione trattata come una vacca da mungere”.

L’accordo tra Crocetta e i forestali

In Sicilia, come noto da tempo, vengono stipendiati circa 22 mila operai forestali. Una cifra abnorme, se si tiene conto del fatto che nel resto del territorio italiano opera lo stesso numero di addetti. Il costo dei forestali siciliani si aggira intorno ai 250 milioni di euro all’anno. Ma questo esercito di persone che dovrebbe occuparsi di manutenzione di foreste e sottoboschi (anche per evitare gli incendi), al momento non ha compiti precisi prescritti da norme chiare.

In questo caos, giustamente, si inserisce la giunta Crocetta, decidendo di ‘regalare’ 80 al mese a ciascun forestale, senza nemmeno aver fatto il conto della spesa totale aggiuntiva. Logico che, a queste condizioni super vantaggiose, i sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil) esultino parlando di “fatto storico” che serve a riallineare i salari dei ‘poveri’ forestali siciliani a quelli dei colleghi operanti nel resto dello Stivale.

L’assalto di Crocetta agli Enti Regionali

Non pago del presunto tentativo di voto di scambio, almeno secondo la denuncia di FI, Crocetta starebbe tentando anche l’assalto alla diligenza rappresentata da Enti e Spa regionali, nei quali il creatore della lista Megafono starebbe inserendo persone a lui fedeli. Il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari fa il nome dell’assessore al Turismo Anthony Barbagallo.

Ma gli ‘amici’ di Rosario sarebbero stati piazzati anche nei consigli di amministrazione degli aeroporti di Comiso e Trapani, e in alcune Società per azioni controllate dalla Regione come il 118 (pronto Soccorso) e la Società di servizi regionale. Un modus operandi predatorio che ha fatto sbottare l’alleato, nonché sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, il quale ha parlato di “nomine inopportune”.

Segui la pagina Politica
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!