Prima con una battuta rilasciata al quotidiano Repubblica e poi dalla stazione ferroviaria di Palermo, dove è in tour elettorale in vista delle elezioni regionale siciliane del prossimo 5 novembre, Matteo Salvini non esclude l’ipotesi di una alleanza post elettorale con il M5S di Beppe Grillo. Ma prima il garante pentastellato, anche lui in Sicilia, e poi il candidato premier del Movimento Luigi Di Maio rispediscono al mittente la proposta, se pur formulata in maniera indiretta.

Matteo Salvini: ‘Se fossi costretto a chiamare qualcuno, chiamerei Grillo’

La proposta formulata oggi da Matteo Salvini ha sorpreso un po’ tutti, soprattutto per la tempistica. A soli 6 giorni dalle elezioni regionali siciliane, infatti, con i partiti nazionali impegnati a sostenere i rispettivi candidati, il leader della Lega (non più Nord) ribadisce per ben due volte la disponibilità degli ex lumbard ad una alleanza post elettorale con il M5S. Anche se afferma che il suo obiettivo resta un governo del centrodestra unito, Salvini è consapevole che sarà difficile che dalle urne esca una maggioranza in grado di governare. E, quindi, molto realisticamente, dichiara che non contatterebbe mai politici come Renzi, Gentiloni, Alfano, Boldrini, D’Alema o Bersani, neanche per stringere alleanze a livello locale perché, a suo modo di vedere, gli italiani sarebbero “stanchi dei governissimi che hanno prodotto disastri”.

Insomma, la Lega esclude “solo un’alleanza con la sinistra a qualsiasi livello”. L’unica alternativa possibile sarebbe alzare il telefono per chiamare Beppe Grillo. Ma solo se fosse “costretto”.

La risposta negativa di Luigi Di Maio

Mentre Matteo Salvini pronunciava queste parole clamorose, Beppe Grillo, anche lui come detto a Palermo, lo definiva un “poveraccio” venuto in Sicilia solo a caccia di voti.

A rincarare la dose, confermando la strategia politica del M5S (nessuna alleanza con gli altri partiti), ci ha pensato poche ore dopo, sul suo profilo Facebook, Luigi Di Maio. Il candidato premier pentastellato bolla la proposta del collega leghista come un “tentativo di rifarsi una verginità politica” perché, aggiunge, “il Movimento non fa alleanze con i partiti che hanno disintegrato il nostro Paese”.

Quello condotto da Salvini in Sicilia, con l’appoggio dato al candidato del centrodestra Nello Musumeci, le cui liste sarebbero piene di “impresentabili”, sarebbe solo un “gioco sporco”. Altro peccato capitale commesso della Lega, aggiunge Di Maio, è quello di aver votato una “legge elettorale truffa”. Secondo il numero 2 del M5S, infine, è “imperdonabile tradire i propri elettori per avere in cambio delle poltrone”.

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