All’interno dei “palazzi del potere” si starebbe registrando un “cambio di rotta” delle sorti della politica. Per questo molti personaggi legati a Matteo Renzi, considerato ormai in inesorabile calo di consensi, starebbero operando per riposizionarsi all’interno del quadro partitico. È questa, in sintesi, la teoria esposta oggi sul quotidiano Libero da Luigi Bisignani, giornalista e cosiddetto ‘faccendiere’, considerato uno degli uomini più potenti d’Italia e noto soprattutto per i presunti legami con la loggia massonica P2. Bisignani, assicurando che la lista dei ‘traditori’ di Renzi è molto lunga, fa anche alcuni nomi, come quelli di Federica Mogherini, Ettore Rosato, Lorenzo Guerini, Franco Bassanini e Carlo Calenda.

Federica Mogherini

“Nei Palazzi si chiedono chi sarà il prossimo che tradirà Renzi. Mettersi in coda, la lista è lunga”, scrive Luigi Bisignani al termine del sua lunga e all’apparenza informata lettera pubblicata dal quotidiano diretto da Vittorio Feltri. Una lista che si apre con il nome di Federica Mogherini. Secondo Bisignani avrebbe completamente dimenticato il suo “santo in paradiso”, ovvero Matteo Renzi, che la avrebbe creata dal nulla assegnandole prima il prestigioso ruolo di ministro degli Esteri e promuovendola poi ad Alto Rappresentante dell’Unione europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza. La Mogherini, ingrata, starebbe proseguendo “per la sua via” avendo l’unico merito, ironizza Bisignani, di parlare un “buon inglese”.

Ettore Rosato e Lorenzo Guerini

Luigi Bisignani descrive il capogruppo Pd alla Camera, Ettore Rosato, e l’ex vicepresidente del partito, Lorenzo Guerini, come “due che oggi sgomitano parecchio”. Entrambi sarebbero pronti a saltare il fosso renziano per approdare ai più placidi lidi controllati dal ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini.

All’imminente matrimonio politico tra i tre mancherebbe solo il “momento giusto”.

Franco Bassanini e Carlo Calenda

Discorso un po’ più complicato per l’alto papavero di Stato Franco Bassanini. Il faccendiere piduista conosce bene Bassanini per i suoi trascorsi nei partiti socialista e comunista. Dopo aver tratteggiato una breve storia dell’uomo che ha ricoperto, tra gli altri, anche il ruolo di presidente della Cassa Depositi e Prestiti, Bisignani ricorda che è stato proprio Renzi, quando era premier, a chiamarlo a Palazzo Chigi nel ruolo di “advisor”.

Sempre il segretario Pd sarebbe stato il suo sponsor politico per fargli ottenere la poltrona più importante di Open Fiber, la società di Enel e Cdp. Anche Carlo Calenda, attuale ministro dello Sviluppo economico - bollato da Bisignani come “invenzione di Renzi” - starebbe seguendo le orme del più esperto e sornione Bassanini in vista della rottura finale.

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