La fine della legislatura sembra ormai segnata con il via libera di Mattarella alla nuova legge elettorale: il Presidente della Repubblica scioglierà le Camere entro i primi di gennaio, per permettere agli italiani di recarsi a votare a marzo, il 4 o l’11. Quindi si terminerà con qualche settimana di anticipo, per permettere un più veloce ricambio ai vertici degli organi di governo. Infatti l’esecutivo Gentiloni concluderà i suoi compiti con l’approvazione della Legge di Bilancio per il 2018, che ha appena cominciato il suo iter al Senato con le comunicazioni all’Aula del Presidente.

L’intero mese di novembre sarà quindi dedicato alla discussione della manovra economica e del decreto fiscale ad essa collegato, che poi passeranno all’esame della Camera.

La carica delle 101 leggi da approvare

Quindi rimane pochissimo tempo per approvare tutti quei disegni di legge su cui si è lavorato tanto per cinque anni. Non essendoci più materialmente tempo per un doppio passaggio parlamentare è utile concentrarsi sulle proposte che hanno già avuto il disco verde di almeno una Camera: infatti anche molte di queste rischiano di non diventare legge. Ad oggi, come risulta dalle statistiche pubblicate dal Senato, sono 101 quelle che aspettano il sì definitivo. Qualche volta l’intenzione di non procedere sembra volontaria, come nel caso della norma che stabilisce nuovi criteri, più restrittivi, per la demolizione dei manufatti abusivi – da molti vista come un condono edilizio mascherato – che il Partito Democratico ha preferito rimandare in commissione, per evitare il via libera ad una legge tanto discussa.

Sprint finale alla Camera dei Deputati

In totale Montecitorio conta 34 disegni di legge già approvati dal Senato: come risulta dal calendario appena definito, il mese di novembre è in gran parte dedicato a ridurne il numero, considerando che in diversi casi si tratta di ratifiche di accordi internazionali. Ma ci sono anche altri temi importanti che dovrebbero ricevere l’ok definitivo: le deleghe al governo sullo spettacolo, la legge europea del 2017, la tutela chi segnala reati scoperti nell’ambito dei rapporti di lavoro, la legge costituzionale sulla minoranza linguistica ladina, la prima legge quadro sulle persone sorde.

Dicembre invece sarà dedicato alla manovra e difficilmente potrà esserci spazio per altro. Quindi nulla da fare per le norme sull’esercizio abusivo di una professione, sulla riorganizzazione dell'attività di consulenza finanziaria e sull’Agenzia Spaziale Italiana.

L’ingorgo di Palazzo Madama

Ben più grave la situazione al Senato, dove i numeri risicati della maggioranza uniti ad una maggiore lentezza nei lavori, favorita dal regolamento, hanno creato un collo di bottiglia impressionante: sono ben 67 i disegni di legge, passati alla Camera e fermi qui in attesa del vaglio definitivo, che in molti casi non ci sarà.

Possiamo dire addio a provvedimenti attesi e su cui si è tanto discusso come quelli contro l’omofobia, sulle aree protette, sulla diffamazione a mezzo stampa, sul processo civile, sull’attribuzione del cognome della madre ai figli, sulla riforma della class action, o quella del codice della strada, ed infine sul conflitto di interessi. Difficile che a dicembre si trovi il tempo su temi così divisivi, anche perché sembrano altre le priorità: Matteo Renzi ha più volte spinto per l’approvazione dello Ius soli (possibile se il governo mettesse la fiducia), ma anche sull’abolizione dei vitalizi ai parlamentari, richiesta a gran voce dal M5S. Diverse voci si sono levate anche per far passare il bio-testamento e le disposizioni a favore degli orfani per crimini domestici.

Ma ormai il tempo a disposizione del Parlamento sta per scadere.

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