Renzi recita la parte politica dell'uomo solo al comando. Sulle candidature alle elezioni del 2018 per le minoranze interne rimangono da spartire soltanto le briciole. Nella notte del PD, come è stata definita da molti commentatori, si consuma un triste teatrino che vede l'ex Premier avvitarsi su se stesso. La degenerazione personalistica denota una difficoltà di interlocuzione perfino con le anime più vicine. Tutti, insomma, al di fuori del giglio magico sono visti come nemici anziché come risorse e alleati. Si parla di Matteo Renzi e Maria Elena Boschi che sarebbero rimasti rinchiusi in una stanza dove gli altri non avrebbero neppure avuto accesso.

Non è dato conoscere i dettagli reali dell'operazione purgativa e le chiacchiere di corridoio contribuiscono solo ad alimentare ulteriormente la tensione. Alle proposte che arrivano dai principali dirigenti democratici non viene mai data una risposta concreta. Nel giro di poche ore il Segretario Dem purga senza pietà figure di primissimo rilievo, stroncandone le aspettative per il futuro prossimo.

Renzi vuole solo i fedelissimi

Il Segretario del Partito Democratico al termine di questa maratona di trattative estenuanti convoca una conferenza stampa. Spiega che la squadra che si è venuta a creare intorno al progetto elettorale del 2018 è la migliore, addirittura parlando di vittoria. Le reazioni negative in casa PD sono numerose.

Orlando ed Emiliano ne escono sconfitti e ridimensionati, lanciando messaggi di critica e di dissenso evidentissimi. Anche il Ministro Calenda sostiene che siano stati esclusi individui capaci, che avrebbero portato un contributo importante, preferendo questa assurda campagna autolesionistica. L'obiettivo sembra quello di portare una truppa renziana in Parlamento che sia più compatta possibile.

Richetti, Faraone, Orfini, Marcucci, Boschi, Carbone e tutti gli altri fedelissimi devono salvarsi anche in caso di una sconfitta pesante nelle urne.

Il PD tra scissioni passate, presenti e future

Il partito di Renzi sopravvivrebbe nel gruppo parlamentare dei fedelissimi, anche se il PD dopo le elezioni il PD non esistesse più.

I sondaggi vedono un Partito che oscilla intorno al 20%, una soglia decisamente bassa che aprirebbe ulteriori fratture, proprio in contrasto con la gestione personalistica della compagine democratica. Chi chiede maggiore democrazia interna viene epurato e sembrano ormai lontanissimi i tempi in cui il PD rimproverava ai grillini la scarsa partecipazione alle scelte interne, ostentando le primarie e la rappresentatività effettiva sempre preferita alla politica degli ordini del capo. Tutto viene cancellato in nome dello slogan "si salvi chi può". Nella nottata si era parlato addirittura di un'ennesima scissione, dopo quella del gruppo Liberi e Uguali con il Presidente del Senato Grasso come candidato Premier.

Forse la prossima scissione è stata solo rimandata.

Segui la pagina Matteo Renzi
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!