Salvini vuole imitare Trump e mettere i dazi. Il leader della Lega punta al posto più ambito da tutti i candidati: la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri. Recentemente ha rilasciato interviste da protagonista di primo ordine, sostenendo ormai da parecchio tempo di essere il motore per il centrodestra e per le destre in generale. I sondaggi vedrebbero Forza Italia come primo Partito della coalizione al 16.9% e la Lega al 13.7%, appena 3 punti percentuali sotto. Con Berlusconi che per i noti problemi processuali non potrebbe essere nominato Premier, dunque, Matteo Salvini sarebbe pronto per guidare il paese in caso di vittoria del centrodestra.

La Lega si è preparata, infatti, ad una sfida più ampia, togliendo la parola "nord" dal simbolo e proponendosi come realtà su base nazionale. Alcuni analisti politici la vedono più come una mossa di facciata perché è difficile pensare al Carroccio come un movimento di rappresentanza del mezzogiorno e di "Roma ladrona", come veniva chiamata con disprezzo proprio dai leghisti la Capitale d'Italia fino a non troppo tempo fa. Bossi, ad esempio, risulta tra i candidati. La notizia delle ultime ore è proprio la presentazione del Senatùr in corsa per il collegio di Varese.

Salvini vuole diventare il Trump italiano

Salvini starebbe studiando per diventare il Trump italiano. Il primo effetto sono proprio i dazi per le merci che non rispetterebbero i paletti messi da Salvini sul Made in Italy.

In base a quanto dichiarato verrebbe vista di buon occhio addirittura un'imposta del 50% per chi se ne vuole andare a produrre nei paesi esteri. La norma servirebbe per tutelare i lavoratori italiani dalle sempre più frequenti delocalizzazioni degli stabilimenti industriali. Licenziare in Italia per portare poi l'azienda in un paese emergente, quindi, diventerebbe antieconomico per qualsiasi imprenditore.

Salvini e l'Europa

Matteo Salvini non si ferma alle parole di apprezzamento nei confronti di Donald Trump. Anche Orban, il Presidente ungherese, sarebbe un modello da seguire. I muri e il controllo armato dei confini sarebbero state soluzioni azzeccate per bloccare l'immigrazione. Il leader della Lega attacca l'Europa anche sul fronte del vincolo tra deficit e prodotto interno lordo fissato al 3%.

La politica dei sacrifici non avrebbe portato miglioramenti ma peggioramenti delle condizioni di vita degli italiani. Sui tagli, però, il nodo è molto più complesso rispetto allo slogan elettorale. Il recente dibattito proprio con l'alleato Silvio Berlusconi sulla Legge Fornero, che Salvini vorrebbe proprio abolire, lo dimostra molto chiaramente. Carlo Calenda, Ministro dello Sviluppo Economico, reagisce alle parole di Salvini sostenendo che questa forma anomala di protezionismo e di isolazionismo, anziché difendere, affosserebbe il Made in Italy.

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