A poche ore dalla presentazione ufficiale del Programma elettorale del Partito Democratico in vista delle Elezioni politiche fissate per Domenica 4 Marzo è tempo per le prime valutazioni ed i primi approfondimenti: vediamo dunque i temi principali del programma piddino.

Le due versioni dello stesso programma per due tipi di elettori

Dall’Opificio Golinelli di Bologna, sede della presentazione del progetto, è partita la rincorsa di Matteo Renzi e del suo partito e sotto il braccio i Dem porteranno in giro per l’Italia una versione doppia del programma: una versione “malloppo”, lunga e dettagliata, realizzata dal team guidato dal Prof.

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Tommaso Nannicini ed una più sintetica da leggere più velocemente e con maggior facilità. E già qui, dalle parole usate da Renzi per la presentazione della doppia versione, si capisce l’intenzione del Pd di attirare l’attenzione di entrambe le fasce di elettori: quelli che seguono la politica riflettendo sui dettagli e scendendo nei particolari delle proposte e quella fetta di popolazione, ormai ben più vasta, disillusa dagli ultimi 50 anni di politica italiana che preferisce giudicare gli slogan, le idee, i «lanci promozionali». La versione ‘nerd’ e quella ‘bignami’, appunto.

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Elezioni Politiche Pd

I cento passi, le cento piccole cose concrete

E nella presentazione di Matteo Renzi a Bologna non è mancata nemmeno la terza versione che, come ha detto il segretario Dem: “propone un metodo nuovo”. Poi la dichiarazione più attesa: “Quelli promettono il reddito di cittadinanza da dare forse con i soldi del monopoli. Noi proponiamo cento piccoli passi avanti per l'Italia, cento piccole cose concrete, cento piccoli impegni realizzabili. E lo facciamo – ha detto Renzi – partendo da cento cose che abbiamo fatto”.

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Insomma, un impegno preso ad un mese dalle elezioni che si prende come obiettivo quello del ‘divenir concreto’ citando il bellissimo film di Marco Tullio Giordana che racconta la vita e la morte di Peppino Impastato.

Dunque, cento punti ed altrettante occasioni di riflessione, spunti dai quali partire con un’analisi più dettagliata. Logicamente, non tutti i cento punti rivestono la stessa importanza e non tutti colpiscono l’immaginario popolare nella stessa maniera. Vediamo dunque i principali tra essi.

La famiglia

Se la famiglia è la base della nostra società, ecco che il Pd parte da questa. “Una famiglia, un assegno: per tutti. Una misura fiscale unica (in grado di raggiungere anche gli incapienti sotto forma di assegno) che preveda – si legge nero su bianco nel programma Dem - 240 Euro di detrazione Irpef mensile per i figli a carico fino a 18 anni e 80 euro per i figli fino a 26 anni”. Un esempio pratico si trova sempre nella versione ‘nerd’ dove si specifica che una famiglia con un reddito da lavoro dipendente di 35mila euro all’anno e con due figli a carico minorenni potrebbe vedersi aumentare il proprio reddito disponibile di circa 1.400 euro. E sempre in ambito famiglia, ecco la proposta di estendere per sempre a dieci giorni il congedo obbligatorio per i padri, affiancata da quella di istituire una sorta di assegno triennale di 400 euro al mese per ogni figlio fino ai tre anni da spendere per retta dell’asilo o baby sitter.

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Oltre al sostegno economico alle madri che vogliono tornare subito al lavoro.

Il fisco

Non bastasse la patente di guida a punti, ecco la ‘patente fiscale a punti’ con una serie di vantaggi riconosciuti a chi paga correttamente le tasse (come se fosse una cosa eccezionale, ma in Italia forse lo è davvero…ndr). E nella lotta all’evasione fiscale, dopo aver recuperato più di 25 miliardi nel 2017 si punta all’obiettivo dei 30 miliardi. Tra le misure fiscali ipotizzate anche l'estensione degli 80 euro ai titolari di partita Iva e lavoratori autonomi, oltre ad una riduzione al 22% di Ires ed Iri, opzione rinviata di un anno con l'ultima manovra.

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Il lavoro

Nel programma Dem anche la riduzione del costo del lavoro attraverso un taglio strutturale di 4 punti dei contributi (dal 33 al 29 %). Ed anche, o forse soprattutto, una sorta di ‘buonuscita compensatoria’ che il titolare dell’impresa dovrà corrispondere al lavoratore non confermato in organico. Una sorta di liquidazione proporzionale alla durata totale dei contratti temporanei. Insomma, calcolatrice alla mano, il lavoro temporaneo avrebbe un costo maggiore per le imprese che ingaggiano sempre la stessa persona con contratti a tempo determinato senza garantirle l’effettiva possibilità di ottenere un posto stabile. Poi, una ‘chicca’: “una tessera gratuita – si legge nel programma - di sei mesi per i trasporti pubblici, valida nell’arco di 50km dalla sede di residenza, destinata a tutti i Neet (ovvero persone non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione) ed i disoccupati nei primi sei mesi dalla dichiarazione di disponibilità al lavoro”. Infine, non ci si dimentica nemmeno della ‘parità di genere’ e del divario delle retribuzioni uomo/donna. Come ‘appendice’ al mondo del lavoro ecco il tema della disoccupazione con i Dem che puntano a scendere sotto il 9% nella prossima legislatura e sotto il 20% di disoccupati giovanili tagliando il traguardo dei 24 milioni di occupati.

Insomma: famiglia, imprese, giovani. Sembrano essere questi gli interlocutori a cui punta il Pd in questa sua corsa alle politiche del 4 Marzo. Il tempo e la capacità di convinzione del suo leader Renzi ci diranno se l’obiettivo ed il traguardo auspicato sono quelli giusti.

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