Da diverso tempo molti opinionisti e analisti geopolitici sostengono che la Turchia di Erdogan si stia basando su una politica interna ed estera di stampo decisamente 'neo-ottomana'. Tutto ciò è considerato visibile dal richiamo sempre più forte ed evidente alla religione islamica e alla decisa critica verso l'Occidente e la civiltà europea nel suo insieme. Inoltre, uno degli altri aspetti alquanto importanti della 'nuova Turchia' è la sempre più sentita crisi del modello secolarista e nazionalista inaugurato da Ataturk e seguito dai cosiddetti 'kemalisti'.

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Il presidente della Turchia: 'Bisogna insegnare la lingua ottomana, il turco moderno ci allontana dalla nostra civiltà'

Recentemente la svolta 'neo-ottomana' della Turchia si sta facendo sempre più forte e a dimostrarlo c'è una forte presa di posizione da parte dello stesso Erdogan. Più precisamente, come riportato in un articolo pubblicato sul sito web dell'ANSA, il presidente della Turchia ha sostenuto che è arrivata l'ora di introdurre la lingua ottomana nelle scuole.

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In tal modo, la moderna Turchia recupererebbe la sua identità linguistica e storica, identità che secondo il presidente è venuta meno a seguito della rivoluzione laica e nazionalista degli anni 20.

La Turchia di Erdogan e l'ambiguo islamismo

Secondo alcuni opinionisti ed esperti, la Turchia di Erdogan mira a diventare un modello per i seguaci della cosiddetta ideologia islamista. Inoltre, da diverso tempo il governo di Ankara è accusato di favorire organizzazioni e gruppi armati che si rifanno anche all'islamismo radicale, specialmente nell'ambito della guerra civile siriana.

Al di là della verità o meno di tali accuse, c'è da dire che effettivamente la 'nuova Turchia' di Erdogan si sta sempre di più 'islamizzando' ed è indubbiamente diventata la nazione "ideale" per diversi rappresentanti della potente organizzazione islamista internazionale 'Fratellanza Musulmana'.

Detto questo, è altrettanto vero che l'islamismo egemone in Turchia non è certamente quello estremista presente in altri paesi(come ad esempio l'Arabia Saudita) e nella politica estera di Erdogan ha un certo peso anche il ricorso al classico nazionalismo turco, anche se "purificato" dalla sua matrice kemalista e tipicamente secolarista.

Tenendo conto di tali aspetti, si può ben affermare che la Turchia di Erdogan sia uno stato basato su un'ideologia islamista alquanto "ambigua" e atipica.

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