Nella giornata di ieri, il presidente statunitense Donald Trump e il presidente francese Emmanuel Macron, ospite alla Casa Bianca, hanno tenuto un’importante conferenza stampa, in seguito al meeting della mattinata. Le relazioni personali tra i due presidenti sono sembrate estremamente amichevoli. Ha suscitato ilarità tra i giornalisti la stretta di mano ed il bacio tra i due presidenti, seguito dall’affermazione di Trump: “I like him a lot”.

Prima di questa pubblica dimostrazione di affetto, il presidente Trump aveva parlato della situazione in Siria, del nucleare iraniano, dei progressi nei rapporti con la Corea del Nord e del commercio internazionale.

Medio Oriente

Per quanto riguarda la Siria, Trump ha ribadito l’intenzione di riportare gli “incredibili soldati” americani a casa, “relativamente presto”. Non prima però di eliminare totalmente e definitivamente l’ISIS dalla Siria e dall’Iraq, facendo un favore ai paesi del Medio Oriente e agli Stati Uniti.

Secondo Trump, è un compito che non può svolgere nessun altro. Gli Stati Uniti lasceranno la Siria, ma solo dopo aver lasciato un’impronta importante.

In merito all’Iran, ha definito folle e ridicolo il Trattato, come aveva più volte fatto a partire dalla campagna elettorale del 2016. Per Trump, prima di dare 150 miliardi, di cui 1,8 “cash” (Trump ribadirà più volte la parola “cash”), bisognava trovare un accordo che regolasse il ruolo iraniano nella regione, limitandone la portata.

Il riferimento esplicito è alla Siria, allo Yemen e all’Iraq. Per Trump, dunque, l’unico risultato possibile è che l’Iran “si liberi del nucleare” (e anche in questo caso il presidente ha ripetuto il concetto più volte). È evidente come la questione siriana e quella iraniana siano strettamente interconnesse.

Corea del Nord e Cina

Sulla Corea del Nord, Donald Trump si è dimostrato soddisfatto ed estremamente fiducioso per il futuro.

Per lui, Kim Jong Un è stato "very open" e "honorable". Con la Corea del Nord si è lavorato molto bene ed è stato fatto qualcosa che si aspettava da tempo. Trump, rispondendo a quelle che definisce insinuazioni dei media, ha affermato che non ci sono state concessioni di alcun tipo rispetto la questione coreana. Infine, il presidente ha approfittato dell’occasione per sponsorizzare l’operato di Mike Pompeo, il quale in questi giorni attende la conferma del Senato circa la sua nomina a segretario di Stato.

Riguardo le relazioni con la Cina, Trump ha affermato che Pechino non ha mai trattato con tanto rispetto Washington quanto oggi.

Con riferimento al commercio bilaterale tra USA e Francia, Trump ha dichiarato che le relazioni sono complicate a causa dell’Unione Europea. Sarebbe preferibile per Washington, secondo il presidente, trattare con la Francia e non con la UE. Inoltre, accusa l’Unione di essere troppo dura con le barriere doganali che colpiscono gli USA, “sono inaccettabili”.

Macron e il Medio Oriente

Macron si è dimostrato in piena sintonia con il presidente americano. Tuttavia, riguardo l’accordo del 2015 con l’Iran, il presidente francese non è stato così duro. “Non è un segreto che le nostre posizioni siano diverse”, ha detto Macron. Ciò nonostante, anche per Parigi il trattato andrebbe superato. Bisogna trovare un accordo che includa le attività iraniane in Yemen, Libano, Siria e Iraq, con l’obiettivo di contenere l’Iran. Il presidente francese, inoltre, ha fissato una data, il 2025, entro cui bisognerà porre fine a ogni attività nucleare di Teheran.

Macron ha avvertito: bisogna trovare un accordo con i leader iraniani. Non bisogna essere ingenui e commettere gli errori del passato. Non si possono immaginare azioni unilaterali, perché la storia ha dimostrato come queste si siano rivelate disastrose, causando instabilità e favorendo il proliferarsi delle organizzazioni terroristiche.

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