Lontano anni luce dalle vicende legate alla nascita del nuovo governo a tinte giallo-verde, Matteo Renzi è impegnato a tessere la sua tela più ardita. Dopo aver anestetizzato l’ultimo congresso del Partito Democratico, il segretario uscente sembra essere pronto al lancio di un nuovo soggetto politico personale. La notizia circola già da tempo al Nazareno ed è bene sottolinearlo, non è stata mai smentita dal diretto interessato.

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Stanco di dover fronteggiare l’opposizione interna dilagante e restio a lasciar spazio ad altri in segreteria, Renzi ha deciso di mettersi in proprio. La truppa dei fedelissimi all’interno e fuori dal Pd del resto è già folta, ma potrebbe incrementarsi notevolmente con l’ingresso dei centristi attualmente dispersi in altri lidi. Il partito di Renzi rientrerebbe nell’orbita del Centrosinistra ma con un dna dalla chiara ispirazione democristiana.

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Il quotidiano Il Foglio ha rilanciato ieri l’indiscrezione di una imminente scissione, scatenando reazioni contrastanti tra le fila dei democratici. Molto dipenderà da chi la spunterà alla corsa alla segreteria nazionale: se dovesse farcela Nicola Zingaretti, infatti, la spaccatura tra le correnti sarebbe irreversibile. L’attuale governatore del Lazio sta costruendo la sua proposta in netta antitesi all’area renziana che, da par sua, ha capito che non potrà trattenere per molto il PD lontano dal Movimento5Stelle.

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