La manovra Finanziaria ha un fan inatteso: è Michele Emiliano, Governatore della Puglia e possibile uomo chiave del nuovo corso del Pd. Alcune sue dichiarazioni rese a margine dell'Urbact in atto a Bari che raccontano come l'opinione dell'ex Sindaco del capoluogo pugliese sia tutt'altro che critica nei confronti del'innalzamento del deficit e dell'adozione di misure come il superamento della Legge Fornero, il Reddito di Cittadinanza e la Flat Tax.

Emiliano la vede come un atto che può essere considerato di "sinistra", una direzione che nelle sue idee sembra essere stata persa dai "dem" che, evidentemente, faticano a rappresentare il pensiero del popolo italiano che, da sempre, ha votato da quel lato.

Emiliano approva la manovra di Salvini e Di Maio

"E' una manovra che avrei fatto anche io se fossi stato al Governo". Sono parole che in molti si sarebbero aspettati di udire da un simpatizzante della Lega o del Movimento Cinque Stelle o forse da qualcuno dei partiti che vede con simpatia alcuni pensieri della maggioranza, come ad esempio Fratelli d'Italia. Invece, arrivano dal Governatore di una delle regioni più importanti d'Italia, il quale rappresenta uno dei potenziali volti nuovi del futuro corso del Pd a livello nazionale.

Michele Emiliano parla dell'operazione con sincerità, poiché, nelle sue idee, rappresenta una scelta che riuscirebbe a coniugare l'abbassamento della tassazione sulle piccole e medie imprese per rilanciare l'economia e un'azione tipicamente di sinistra che porta ad immaginare un welfare forte. Parole che cozzano in maniera netta con i punti di vista espressi da altri autorevoli esponenti del Pd come ad esempio Matteo Renzi che, solo poche ore prima, prefigurava una possibile "deriva venezuelana" per il paese dettata da "venditori di fumo" presenti al Governo.

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MIchele Emiliano è duro anche con i suoi: 'Basta tutelare i poteri forti'

Nelle parole di Emiliano non mancano, inoltre, delle frecciate a ciò che il Pd è diventato nel corso del tempo seconda la sua opinione. Pur definendolo ancora un grande partito. erede della Resistenza, del movimento operaio e dei contadini. "Questo - tuona - deve smettere di essere un partito che difende le lobby e i poteri forti, preoccupandosi dello spread. Mi rendo conto che è importante, però serve che un movimento di sinistra non sia schiavo e tutore di queste entità".

Emiliano ritiene che il Pd debba smettere di essere critico su questa manovra e tornare a tutelare i deboli o comunque i semplici lavoratori.

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