Necessità di evitare i brogli e dare la possibilità agli studenti fuori sede di votare anche lontano dalla propria residenza. La proposta di legge approvata dalla Camera dei Deputati rappresenta il primo passo verso il definitivo cambiamento di alcuni aspetti concreti che riguardano le elezioni. Trecentouno sono i voti favorevoli, settantotto quelli contrari e centosei gli astenuti. I partiti che si sono schierati a favore sono Movimento Cinque Stelle, Lega e Liberi e Uguali.

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Ad astenersi, invece, sono stati il Partito Democratico e Fratelli d'Italia. Chi si è schierata contro è invece Forza Italia che aveva presentato una pregiudiziale di costituzionalità. Il testo ha avuto come prima firmataria la deputata pentastellata Dalila Nesci.

Cambiamenti concreti nei seggi

In attesa che l'approvazione avvenga anche al Senato si può già ipotizzare che, alle prossime Elezioni politiche, ci si possa trovare di fronte a seggi che faranno registrare diversi cambiamenti rispetto a quelli tradizionali.

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A partire dalle urne. Potrebbero, infatti, essere in plexiglass e trasparenti, in maniera tale da dar contezza agli elettori del fatto che siano vuote all'inizio delle votazioni e che vadano via via riempiendosi con l'affluenza delle persone chiamate a votare. Possibile, dunque, un addio ai vecchi cartoni con lo spazio per imbucare la scheda elettorale. Ma non è finita, perché potrebbe cambiare anche la fisionomia delle cabine elettorali sempre in nome di una crescente garanzia.

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Matteo Salvini M5S

L'idea è quella di crearne di nuove in cui l'elettore è "scoperto" alle spalle, consentendo a scrutatori e presidenti dei seggi di verificare eventuali comportamenti scorretti da parte di chi deve far valere il proprio diritto.

Gli studenti fuori sede potranno votare

Tra le misure in programma che verranno adottate qualora la proposta venisse approvata in maniera definitiva, c'è quella che permetterebbe ai giovani che studiano lontano dalla loro residenza di votare nella città in cui frequentano l'università.

Stop, infine, alle nomina per gli scrutatori che dovrebbero, eventualmente, essere unicamente sorteggiati. Per i presidenti del seggio, invece, si continuerà ad operare con il sistema delle nomine delle Corte d'Appello, mentre il sorteggio avverrebbe solo in caso di necessità di sostituzione. Già le prossime elezioni potrebbero, dunque, subire una piccola rivoluzione nella forma.

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