Il regista Michael Moore ha presentato il suo ultimo film alla Festa del Cinema di Roma. L'opera è titolata Fahrenheit 11/9 e si pone come una critica diretta nei confronti del presidente Donald Trump. Durante le interviste che ha rilasciato, però, ha compreso nella sua analisi anche uno sguardo sull'Italia e sul vicepremier Matteo Salvini.

Salvini e le colpe della sinistra italiana

Moore riconosce i problemi dell'Italia riguardo all'immigrazione e si dispiace per il fatto che gli Stati Uniti non possano contribuire ad aiutarla.

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Tuttavia, disapprova la linea del ministro dell'Interno italiano. ''Salvini è razzista - commenta il regista - Gli italiani dovrebbero smetterla di essere carini e comprensivi con lui. [Oltre a questo] è anche un bigotto, perché è contrario ai matrimonio gay. Dovrebbe cercare di capire che l'amore è amore, a prescindere dal sesso''. Per questo gli consiglia, semplicemente, di non sposarsi con un altro uomo e di lasciar perdere la questione inerente alle unioni civili.

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Allo stesso tempo, però, non risparmia nemmeno le opposizioni. ''La sinistra ha pensato che per vincere era meglio essere un po’ meno di sinistra - spiega il cineasta - Si è spostata verso il centro, perdendo la propria identità. Ha detto ai suoi elettori: non sappiamo bene chi siamo, ma voi votateci lo stesso''.

Moore: 'È questo che volete e che vogliamo essere?'

In un'altra intervista, Michael Moore mette a confronto gli Usa con il nostro Paese.

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Politica Matteo Salvini

Racconta che la situazione negli Stati Uniti sta peggiorando e che, per questo motivo, è necessaria un'azione da parte dei cittadini. Lo stesso monito, secondo Moore, dovrebbe essere accolto anche in altri Paesi, dove ritiene che vi sia una nuova forma di fascismo. ''Se si rimane seduti sperando che qualcosa accada, non accadrà mai nulla - afferma, sottolineando che questo è proprio il messaggio del suo film - Ogni italiano, ogni americano, ogni persona del mondo deve alzarsi in piedi, perché c'è un'estrema destra.

C'è una forma di fascismo che è diversa da quella del Novecento e che si esprime attraverso una grande bugia che viene perpetrata pubblicamente''. Tornando all'America, accusa Donald Trump di essere ''il peggio'', ma anche in questo caso fa ricadere la colpa della sua ascesa sui liberali. ''Non hanno fatto ciò che dovevano per vincere le elezioni e fermarlo - accusa il regista - Avrebbero avuto una chance per sconfiggerlo.

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[Ora] occorre guardare ai propri errori, cominciando ad interrogarsi su cosa è stato sbagliato''.

Successivamente, rinnova il suo giudizio sull'Italia e mette ancora una volta in evidenza le analogie con gli Usa. ''È triste vedere la Politica italiana, lo è da decenni - ha detto - Prima avevate Berlusconi, oggi avete questo governo che è la combinazione tra un partito di destra [Lega] e il MoVimento 5 Stelle''.

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Queste condizioni, a suo parere, danno vita ad interrogativi importanti: ''È questa l'Italia di oggi? C'è un ritorno al nazionalismo? È una moderna forma di fascismo? L'Italia è diventata un Paese razzista? In America abbiamo una lunga storia fatta di schiavitù, razzismo e misoginia. È questo che volete diventare voi italiani? Ed è questo che vogliamo essere noi americani? Sono domande profonde, alla quali occorre trovare una risposta, perché stiamo andando verso il bordo della scogliera e tra poco la oltrepasseremo''.

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