La giornalista Angela Giuffrida, in un articolo pubblicato ieri su The Guardian, mette in relazione la vendita dei calendari del Duce con l'ascesa del populismo di destra. Nonostante la storia del Ventennio sia segnata da stermini e dittatura, i cosiddetti 'nostalgici' sono sempre esistiti e oggi, forse, sono addirittura aumentati.

La domanda è aumentata con l'accrescersi del populismo

''Le fazioni nostalgiche della popolazione italiana hanno contribuito a mantenere vivo lo spirito di Mussolini, ma il fiorente populismo di destra ha ulteriormente smantellato il tabù - si legge sul Guardian - Matteo Salvini, ministro dell'Interno e leader della Lega, a volte cita Mussolini, mentre i sostenitori del suo partito hanno partecipato a delle manifestazioni con fotografie del dittatore accanto al nome di Salvini.

Le marce organizzate da gruppi neofascisti come Forza Nuova e CasaPound sono diventate un evento normale''. Giuffrida prende come esempio la proprietaria di un'edicola situata di fronte al Viminale, sul cui volto ''non c'è alcuna traccia d'imbarazzo mentre consegna l'ultima copia di un calendario del 2019 dedicato al dittatore fascista Benito Mussolini''. Allo stesso tempo, un imprenditore che produce e commercia i calendari ha affermato che ''la domanda è aumentata parallelamente all'aumento del populismo'' e che tra i nuovi estimatori del Duce ci sono anche molti giovani.

Mussolini, però, non è l'unico personaggio negativo a diventare protagonista di quelli che si potrebbero definire ''regali per i propri amici fascisti''. Analogamente a lui, sempre a Roma, si possono trovare bottiglie di vino decorate con l'immagine di Hitler o Stalin. Nonostante qualche cliente si offenda, non vengono ritirate dal mercato.

La legge Fiano mai completata e le figure di Salvini e Berlusconi

Il Guardian ricorda che ''l'ex amministrazione di centrosinistra, nel 2017, aveva proposto una legge volta a frenare la distribuzione di armamentari fascisti, ma non è riuscita ad ottenere l'approvazione di entrambe le Camere del Parlamento prima della fine del suo mandato''.

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Politica Matteo Salvini

Il senatore Emanuele Fiano (Pd), infatti, aveva presentato una norma secondo la quale sarebbe stata vietata la produzione, la diffusione e la vendita di immagini o oggetti rappresentativi del Partito Fascista o di quello Nazionalsocialista. La fine della legislatura e lo scioglimento delle Camere, però, ha impedito che diventasse effettiva.

Excursus a parte, secondo Angela Giuffrida il protrarsi degli apprezzamenti verso il Duce deriva anche dal considerarlo un ''uomo forte'', oltre che da alcuni personaggi della Politica contemporanea.

''Silvio Berlusconi - spiega la giornalista - è arrivato sulla scena politica nei primi anni '90 e ha guidato tre volte l'Italia, è stato il primo a contribuire a riabilitare l'immagine di Mussolini, lodando il dittatore e alleandosi con Alleanza nazionale, nata dal movimento sociale neofascista italiano (MSI). Salvini, che imita lo stile di comunicazione diretto ma polarizzante del dittatore, lo mantiene come una presenza nella vita politica italiana''.

Infine, l'articolo riporta le parole Antonio Scurati, autore del romanzo intitolato M che ripercorre l'ascesa del Duce: "I sostenitori di Salvini non sono necessariamente fascisti, ma non accettano il rifiuto preventivo del fascismo. Non sono indignati se il loro leader cita Mussolini, perché per loro si tratta più di respingere la superiorità morale della sinistra che condanna il fascismo".

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