Il parroco della parrocchia di San Torpete a Genova, don Paolo Farinella, torna ad attaccare senza esclusione di colpi il leader della Lega Matteo Salvini, colpevole, a suo dire, di condurre delle politiche criminali sull’immigrazione. Dopo aver chiuso la sua chiesa per protesta a Natale, Farinella si fa intervistare dalla trasmissione radiofonica di Radio24, La Zanzara, per ribadire il concetto che quello che sta compiendo il ministro dell’Interno attraverso il Decreto Sicurezza e la chiusura dei porti alle imbarcazioni cariche di profughi non è altro che un “genocidio”.

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Paolo Farinella chiede di processare Matteo Salvini

“Ha letto che salvini non molla sull’immigrazione?”, domanda il conduttore Giuseppe Cruciani a don Paolo Farinella. “Si si, lo vedo - risponde deciso il prete genovese - andrà a sbattere anche lui come tanti altri perché è inconcepibile una posizione del genere. Può rendere per qualche giorno o qualche mese, ma non può rendere per tutta la vita, perché prima o dopo ci sarà qualche giudice a Berlino”.

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Cruciani gli chiede allora se secondo lui il capitano leghista andrebbe processato, come chiesto anche dal sindaco di Palermo Orlando che ha evocato addirittura un nuovo processo di Norimberga per crimini contro l’umanità. E Farinella conferma: “Contro il diritto nazionale, internazionale, costituzionale, legislativo, è contro tutti. Secondo me va processato perché quello che sta avvenendo, con questi numeri, è un genocidio”.

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Matteo Salvini

‘Mussolini faceva le stesse cose’

“Ma lei lo considera un fascista?”, lo stuzzica ancora l’ipertinente Cruciani. E Paolo Farinella non si sottrae alla provocazione. “Diciamo che ha atteggiamenti fascisti - dichiara - certo la storia non si ripete, però diciamo che Mussolini faceva le stesse cose, solo che questi non si rendono conto che viviamo in un mondo più grande e più largo. Io dico che Matteo Salvini è un furbetto del quartierino perché sta utilizzando tutti gli strumenti e tutte le bassezze per vincere le prossime elezioni”.

L’invettiva di don Farinella prosegue inarrestabile. “I cattolici italiani si devono ribellare a Salvini - invita alla lotta i fedeli - io per esempio ho chiuso la chiesa per Natale come protesta contro la chiusura della società di fronte al problema dell’immigrazione. Non potevo celebrare la messa dell’immigrato Gesù nel momento in cui avvenivano queste cose in Italia”.

‘Salvini ha le mani sporche di sangue’

“Ma se Matteo Salvini volesse entrare dentro la sua chiesa lei che cosa farebbe?”, insiste Cruciani.

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“Sant’Ambrogio di Milano - questa la risposta decisa di Paolo Farinella - nel IV secolo si piantò davanti al Duomo" per non fare entrare l’imperatore romano Teodosio e lo accusò del fatto che le sue mani grondavano di sangue, permettendogli di entrare nel luogo sacro solo dopo aver fatto penitenza. Farinella invita tutti i preti d'Italia a fare la stessa cosa con Salvini il quale avrebbe anche lui le "mani sporche di sangue".

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