Erano in pochi ad immaginare qualche anno fa che Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle potessero formare una maggioranza destinata a sostenere lo stesso governo. Proprio l'attuale situazione politica è finita sotto la lente d'ingrandimento di Vittorio Sgarbi. Da ospite di Otto e mezzo, il deputato e critico d'arte ha inteso manifestare quella che è la sua idea su quali siano le strategie politiche che si celano dietro i fatti che si sono verificati negli ultimi tempi.

Un pensiero che, come nel suo stile, viene espresso sulla peli sulla lingua e senza timore di urtare i tanti oggetti del suo discorso. Da Conte a Zingaretti, passando per Grillo e Renzi. Sgarbi punta il dito contro il guru M5S che avrebbe detto sì a Renzi per salvare il figlio dal processo per violenza.

Sgarbi bacchetta anche Conte

Un pensiero Vittorio Sgarbi lo riserva al Presidente del Consiglio che, a suo avviso, non dovrebbe avere particolare serenità in merito al suo destino politico.

"Non può - evidenzia - stare sereno, perché non ha alcun titolo a stare lì. Se ne andrà presto". L'esecutivo giallorosso è stato naturalmente siglato dai due leader di Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle, ma secondo il critico d'arte a muovere le fila sarebbero state altre due personalità. "Il governo in realtà non è un governo Di Maio-Zingaretti. E' un governo Grillo-Renzi", aggiunge Sgarbi sostenendo che dietro ci siano addirittura altri interessi per il comico.

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M5S Pd

Ed è un'accusa pesante quella che arriva dalla sua viva voce: ''L'interesse di Grillo è salvare suo figlio indagato per stu... nella sua villa al mare".

Di Maio e Zingaretti commissariati

Il fatto che a far pendere la bilancia verso la decisione finale di Pd e M5S non siano stati i due leader sulla carta, fa sostenere a Sgarbi che entrambi sarebbero stati commissariati, uno da Grillo e l'altro da Renzi.

Il deputato sottolinea come Zingaretti per non essere completamente esautorato dovrebbe intraprendere un'altra strada, considerato che la fuoriuscita dell'ex Presidente del Consiglio dal Pd potrebbe far sì che il nuovo partito con i parlamentari diventi determinante ai fini della tenuta della maggioranza. A suo avviso dovrebbe far cadere il governo. "Se Zingaretti mi ascoltasse sarebbe il modo affinché il partito riprendesse vita, invece lascia tutto in mano a Renzi".

E proprio su quest'ultimo esprime un pensiero chiaro: "Lui è molto abile, ma Zngaretti non può essere completamente c...'. C'è, adesso, attesa per capire quanto l'ex Sindaco di Firenze, una volta fatta la conta dei parlamentari che abbracceranno il suo progetto politico, rappresenterà un ago della bilancia nello sviluppo della scena dei prossimi mesi. Nel frattempo l'opinione di Sgarbi che questo sia un governo Grillo-Renzi è chiara.

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