Nuovo capitolo dello scontro infinito, e senza esclusione di colpi, tra Laura Boldrini e Matteo Salvini. Ospite di Piazzapulita, la parlamentare rientrata da poco nelle file del Pd denuncia senza peli sulla lingua il fatto che, dietro ai feroci attacchi social dei quali è bersaglio da anni, ci sarebbe una “strategia studiata a tavolino”. La ex Presidente della Camera accusa anche il leader della Lega di aver commesso una “azione criminale” nel momento in cui ha deciso di associare il suo nome “a quello di ogni delitto commesso da un migrante” nel nostro Paese.

A Piazzapulita si discute di odio sui social network e di fabbrica dei troll

Nella puntata di Piazzapulita andata in onda su La7 giovedì 17 ottobre si è discusso, tra gli altri argomenti trattati, dell’odio che corre sul web, veicolato dai social network che ospitano commenti minacciosi, messaggi di morte, profili falsi e fake news. Le telecamere del programma condotto da Corrado Formigli sono arrivate fino a San Pietroburgo, in Russia, per scoprire qualcosa in più sulla cosiddetta “fabbrica dei troll”, attivi anche in Italia.

Molto interessante anche il servizio sul nuovo social network russoVK, che si ripropone lo scopo di fare concorrenza a Facebook, visto che non sono previste censure di alcun tipo, come invece accade sulla piattaforma di Mark Zuckerberg. A discutere in studio del tema, c’erano la parlamentare del Pd Laura Boldrini, il leghista Mario Borghezio, il Presidente della Liguria Giovanni Toti e il giornalista de La Verità Francesco Borgonovo.

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Matteo Salvini Pd

Ma l’apice del confronto si è raggiunto quando la Boldrini ha accusato Matteo Salvini di aver avviato la furiosa campagna social contro di lei attraverso una “strategia studiata a tavolino”.

La denuncia di Laura Boldrini contro Salvini: ‘Ha creato l’hashtag #risorseboldriniane'

“Messaggi di odio, minacce di morte solamente perché sono donna, o sono antifascista, o sono una che difende i diritti umani”.

Inizia con queste parole l’amaro sfogo di Laura Boldrini a Piazzapuita. Ma la parlamentare del Pd si dice anche convinta che sia “stato deciso a tavolino”. Infatti, prosegue, “quando Salvini ha deciso di associare il mio nome a quello di ogni delitto commesso da un migrante, facendo l’hashtag #risorseboldriniane, ha commesso lui un’azione criminale nei miei confronti, perché io con i delinquenti non ho niente a che vedere”.

Una accusa gravissima nei confronti del leader della Lega, ma la Boldrini resta comunque convinta che “fare questo giorno dopo giorno, per anni, vuol dire tentare di delegittimare una persona”. Poi, la pasionaria della sinistra italiana mostra il libro ‘La grande nemica’ di Fabio Alivernini che, secondo lei, “dimostra la strategia che c’è stata dietro. Nel web e nel deep web ci sono cose che fanno paura.

Noi pensiamo che siano tutte ragazzate, ma è tutto deciso a tavolino e questo inquina il dibattito pubblico. Qua c’è una strategia fatta a tavolino”.

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