Come rivelato da Repubblica e Il Fatto Quotidiano, la procura di Milano avrebbe trovato sui telefonini degli indagati nell’inchiesta per corruzione sul Russiagate la foto di un foglio di carta, sul quale sarebbero riportate le percentuali della presunta tangente, destinata anche alla Lega di Matteo Salvini. Il caso è quello, ormai arcinoto, dell’incontro avvenuto il 18 ottobre del 2018 all’Hotel Metropol di Mosca tra la ‘delegazione’ italiana, formata dal leghista Gianluca Savoini, da Gianluca Meranda e da Francesco Vannucci, e quella russa composta da altrettanti emissari.

Secondo le indagini condotte dal procuratore aggiunto Fabio De Pasquale, i sei uomini avrebbero discusso della compravendita di una enorme partita di petrolio dal valore di un miliardo e mezzo di dollari. Ma, soprattutto, avrebbero pianificato la spartizione di una maxi tangente, una fetta della quale, 65 milioni, questa l’accusa, destinata a rimpinguare le casse di via Bellerio. Ora questa foto, anche se non si tratta ancora di una prova certa, rischia di mettere in serio imbarazzo la Lega. E, infatti, gli ex alleati del M5S, per bocca di Nicola Morra, già definiscono inaccettabile quanto accaduto e chiedono spiegazioni a Salvini.

Il colpo di scena nell’inchiesta sul Russiagate: spunta una foto della presunta tangente alla Lega

Esaminando i telefonini degli indagati nell’inchiesta sul Russiagate all’italiana, o Moscopoli che dir si voglia, i magistrati milanesi avrebbero trovato, come scrive Repubblica, una foto dello “schema della spartizione dell'affare con i russi che avrebbe dovuto portare 65 milioni di dollari nelle casse di via Bellerio”.

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Matteo Salvini M5S

Sul foglio di carta immortalato nella fotografia incriminata, sarebbero state scritte a mano alcune percentuali da dividere secondo l’accusa tra la Lega (destinataria del 4% della torta) e gli intermediari russi (6%). A scattare l’istantanea che potrebbe mettere nei guai i leghisti sarebbe stato Meranda che l’avrebbe poi condivisa con Savoini e Vannucci. Secondo il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, per i pm questa sarebbe la prova regina del coinvolgimento del partito di Matteo Salvini.

Nicola Morra del M5S chiede spiegazioni al partito di Matteo Salvini

A gettarsi come un avvoltoio sul corpo ancora caldo dell’ex alleato leghista è l’esponente di spicco del M5S Nicola Morra. Il Presidente della commissione parlamentare Antimafia, in un post pubblicato questa mattina, 3 ottobre, su Facebook, riporta la notizia che la procura di Milano, dopo aver esaminato il telefonino del “braccio destro di Salvini” Gianluca Savoini, avrebbe confermato “l’ipotesi di un accordo scritto” tra leghisti e russi per assicurare alla Lega una tangente da 65 milioni di dollari.

Ovviamente Morra premette che si tratta di accuse tutte da confermare. Ma, nel caso le supposizioni dei pm dovessero rivelarsi azzeccate, il parlamentare del M5S si domanda “se ciò sia accettabile, prima che penalmente, logicamente e moralmente da una forza politica che si è sempre scudata dietro un demagogico ‘prima gli italiani’ che non dovrebbe tollerare alcuna cresta sulle spalle degli italiani appunto”.

Un colpo basso agli ex partner di governo che attende la replica di Matteo Salvini.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto