Il problema relativo al possibile addio di ArcelorMittal all'ex Ilva di Taranto sta avendo grande spazio nelle prime pagine nazionali. Diretta conseguenza del fatto che in ballo ci sono migliaia di posti di lavoro e che la 'fuga' della multinazionale potrebbe generare conseguenze importanti sotto il profilo economico e sociale per l'Italia. Tuttavia, la questione può essere anche politica ed è proprio su questo campo che Bruno Vespa ha scelto di esprimersi, sottolineando come il modo in cui si sta affrontando la situazione potrebbe segnare una importante linea di demarcazione tra diverse correnti del Movimento Cinque Stelle, colonna portante dell'attuale maggioranza. Lo ha fatto attraverso un lungo editoriale apparso su Quotidiano.net.

Bruno Vespa ricorda la prima intervista alla Lezzi

Attorno alla questione dell'ex Ilva e di ArcelorMittal si annidano fondamentalmente diversi schieramenti. Da una parte, secondo Vespa, ad esempio ci sono ambientalisti e grillini che godono del fatto che sia stato revocato lo scudo penale per ArcelorMittal, dall'altra invece ci sono 10mila famiglie più quelle dell'indotto dell'ex Ilva che potrebbero finire sul lastrico.

E poi ci sono gli indiani che, secondo Vespa, ''non vedevano l'ora di poter giocare sporco''. Ciò che ne esce è un governo che potrebbe anche apparire quantomeno spaccato sulla questione. E' quello che, a parere di Vespa, emerge da una serie di circostanze. La prima è che, come è noto, è stata la Lezzi ad ottenere dalla maggioranza giallorossa l'abolizione del "salvacondotto giallorosso" ad ArcelorMittal.

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Conte, sottolinea il conduttore di Porta a Porta, sarebbe pronto a fare di tutto per salvare l'Ilva, persino a restituire l'immunità, e sarebbe rimasto addirittura basito quando avrebbe sentito dire a Di Maio l'esatto contrario.

Vespa parla dell'incontro con l'ex Ministro nel 2013

Secondo Vespa, per Conte potrebbe essere difficile continuare a far andare avanti il governo "con queste turbolenze". Particolarmente suggestiva è la metafora che porta il giornalista a paragonare il Premier a Pilato per la sua visita a Taranto.

Lì, fondamentalmente, ha trovato una cittadinanza divisa tra chi vuole tutelare i posti di lavoro e chi, invece, è preoccupato della salute e dell'aria inquinata. Nel frattempo, sottolinea come nell'ambiente grillino ci sia una sorta di impegno da parte delle personalità ragionevoli che fanno fatica a tenere a bada i puristi che, sulla base del consenso, sembrano orientati a riprendere i concetti che li avevano contraddistinti all'inizio della loro avventura prima di arrivare nei palazzi.

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Non a caso, in avvio dell'editoriale, Vespa ricorda come e quanto la Lezzi, nel 2013, fosse animata da ideali romantici e settarismo. Proprio l'ex Ministro per il Sud, scrive Vespa, "guida la pattuglia di duri e puri che mettono in croce Luigi Di Maio e Giuseppe Conte".

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