Dopo Giorgia Meloni che ha proposto di accreditare 1.000 euro sul conto corrente degli italiani in difficoltà e Matteo Salvini che ha parlato di un "reset totale", anche Matteo Renzi ha avanzato le sue idee per ripartire soprattutto sotto il profilo economico-lavorativo dopo la fase acuta dell'emergenza Coronavirus.

L'ex premier ha manifestato il proprio pensiero durante il suo intervento al Senato di mercoledì 1 aprile: "Chi vi chiede di pensare a riaprire non sta sottovalutando l'emergenza sanitaria. Paradossalmente sta pensando che il Covid-19 sarà un'emergenza per molti anni.

Non possiamo vivere restando chiusi in casa e allora dobbiamo trovare delle soluzioni tecniche che permettono di far tesoro delle buone pratiche personali che sono state ampiamente seguite dagli italiani durante le restrizioni".

Successivamente, nella sua e-news, l'ex Presidente del Consiglio ha divulgato quello che dovrebbe essere per lui il pacchetto di misure da adottare per garantire al Paese una ripartenza che sia graduale ma concreta.

'La democrazia ha bisogno di normalità'

"La democrazia ha bisogno di normalità". Matteo Renzi ha citato Tina Anselmi nel momento in cui ha invitato a non sottovalutare l'emergenza, senza però dimenticare che vi è l'esigenza di tornare ad una vita normale. Inoltre ha sottolineato che saper gestire e saper tornare all'ordinario è innanzitutto un principio cardine della democrazia.

Nel suo decalogo sulla ripartenza, il leader di Italia Viva ha affermato che secondo lui dovrebbe essere garantita la libera circolazione a chi ha già gli anticorpi. Si tratta di tutti coloro che sono guariti dal Covid-19 e che sono in possesso della certificazione del doppio tampone. Inoltre questa misura dovrebbe riguardare anche coloro che, tramite il test sierologico, hanno appreso di aver contratto il virus ma in modo asintomatico.

"La riapertura e l'uscita dalle case deve avvenire nei giorni successivi alla Pasqua", ha scritto Renzi, aggiungendo che soprattutto ai bambini bisogna assicurare immediatamente "un'ora d'aria".

Il senatore Renzi ha anche evidenziato che è necessario puntare alla riapertura delle scuole nel mese di maggio, almeno "per le classi di terza media e quinta superiore".

Solo in questo modo si potrà assicurare a tutti gli alunni una corretta valutazione dell'anno corrente. Per quanto riguarda le aziende, invece, prima di Pasqua potrebbero riaprire quelle già munite di mascherine, protezioni e in grado di garantire le norme del distanziamento sociale: "Tra queste aziende - ha sottolineato - mi piacerebbe tanto che riaprissero le librerie, vere e proprie farmacie dell'anima".

"Deve scattare automatismo, non autorizzazione". È questa la ricetta dell'ex sindaco di Firenze per venire incontro ai cittadini in difficoltà: "Occorre da subito non solo l'estensione della cassa integrazione, ma anche il rinvio di mutui e tasse da farsi automaticamente, senza la necessità di portare moduli in banca.

Chi è in difficoltà deve essere aiutato dalla rete del terzo settore, dai comuni, dai soggetti dell'Alleanza contro la povertà". Da qui, la proposta di far sì che lo Stato versi un miliardo di euro a tutti i comuni per rimettere in ordine le strade ed un altro miliardo agli enti locali per sistemare le scuole.

Terapia intensiva, banche e Parlamento: le proposte di Renzi

L'obiettivo del Paese, per Matteo Renzi, dev'essere quello di arrivare ad avere una disponibilità di 12.000 terapie intensive. Ha ricordato che, se all'inizio dell'emergenza erano appena 4.500, adesso grazie all'impegno profuso in queste settimane, si è arrivati a quota 9.000: "Se arriviamo a quota 12.000 siamo probabilmente in grado di contenere la seconda ondata del contagio".

Non meno importante è stata la proposta di riavere al più presto un "Parlamento perfettamente operativo". Ovviamente, anche in questo caso si dovrebbe assicurare piena sicurezza a tutti gli addetti ai lavori, e a tal proposito per l'ex premier è fondamentale che si dia il via libera alla tracciabilità dei dati sanitari tramite un voto parlamentare e non attraverso un provvedimento del governo.

Ha ribadito la necessità di aprire una commissione d'inchiesta per valutare ciò che non ha funzionato soprattutto in relazione a quanto accaduto a Bergamo: "Cerchiamo di capire cosa è successo a Bergamo, non può funzionare che abbiamo 2.000 casi ufficiali e la stampa dice che sono almeno il doppio e in Germania ci sono 700 morti.

Dobbiamo chiarire cos'è accaduto".

Il senatore toscano quindi è passato ad occuparsi del cosiddetto "piano shock" da 120 miliardi di euro per rilanciare gli investimenti e le infrastrutture nei prossimi tre anni. Si dovrà intervenire su infrastrutture, opere pubbliche e reti tecnologiche perché sono queste che "guideranno la ripartenza dell'Italia".

Nella parte conclusiva del suo decalogo, Matteo Renzi ha menzionato anche le banche che, a suo avviso, dovrebbero girare allo Stato una somma tra il 20% e il 25% del fatturato dello scorso anno. Questa cifra dovrà essere subito disponibile "senza moduli, senza autocertificazione e senza lungaggini burocratiche. Va restituita senza interessi, in 100 rate mensili, a partire dal 2022".

Ricordiamo, infine, che nei giorni scorsi, dapprima al Senato e poi su Twitter, Renzi aveva sintetizzato le sue opinioni con quest'affermazione: "Un politico deve prevedere, non può limitarsi a inseguire i sondaggi. Deve prevedere il futuro e costruirlo. Ed io non voglio che si passi dalla pandemia alla carestia".