Nicola Porro paragona la conferenza stampa di Giuseppe Conte di venerdì 10 aprile al “balcone di piazza Venezia” da dove si affacciava Benito Mussolini. Il Premier, oltre ad annunciare il prolungamento delle misure di isolamento sociale fino al 3 maggio, ha chiarito anche la posizione del Governo italiano sul Mes e sugli altri strumenti finanziari che l’Unione europea ha messo sul tavolo contro la crisi economica. Ma la parte del suo discorso che ha scatenato un vero e proprio putiferio è stata quando Conte ha citato per nome Matteo Salvini e Giorgia Meloni, accusandoli di essere responsabili, con le loro menzogne sul Mes, di un eventuale fallimento delle trattative con Bruxelles.

Un attacco ai massimi esponenti dell’opposizione che ha fatto infuriare Porro. Il giornalista ha bollato come una “farsa” la sua conferenza stampa. Altro che Conte come Churchill. Peggio del Grande Fratello di George Orwell.

Nicola Porro critica la conferenza stampa di Conte: ‘Una farsa’

Nella sua rassegna stampa straordinaria del 10 aprile, Nicola Porro parte subito all'attacco di Giuseppe Conte, criticando la sua ennesima conferenza stampa, andata in onda su Rai 1 nel momento di massimo ascolto con la regia di Rocco Casalino, ex concorrente del Grande Fratello. Una conferenza che si sarebbe rivelata niente altro che una "farsa". Ma Porro ha il dente avvelenato con il Premier anche perché quest'ultimo si sarebbe in qualche modo paragonato a Winston Churchill, Primo Ministro britannico durante la Seconda Guerra Mondiale.

Una cosa "imbarazzante solo a pensarla", chiosa il giornalista. Inaccettabile anche il fatto che Conte basi tutte le sue decisioni sul parere dei cosiddetti "esperti", ovvero medici, virologi ed epidemiologi.

Porro indignato per l’attacco a Salvini e Meloni

Ma Nicola Porro non sembra pago. Intanto ribadisce che la conferenza stampa di Conte assomiglia ad una messa in scena, architettata da Casalino. Ma quello che lo fa infuriare più di tutto è il fatto che il Premier abbia deciso di citare per nome i leader dell'opposizione, Salvini e Meloni, additandoli come possibili responsabili di un eventuale fallimento delle trattative con Bruxelles per colpa delle menzogne sul Mes che avrebbero pronunciato.

Un vero e proprio "schiaffo in faccia" condito anche da diverse falsità, come quella sulla Meloni che avrebbe fatto parte del Governo che nel 2012 firmò il Mes (c'era Monti a Palazzo Chigi, ndr). Insomma, un comportamento, quello di Giuseppe Conte, degno del "balcone di piazza Venezia" da dove si affacciava Benito Mussolini. Un atteggiamento ancora peggiore di quello descritto nel Grande Fratello di George Orwell.