Nicola Porro, in un'intervista a Libero, ha manifestato il suo pensiero rispetto alla gestione politica dell'emergenza sanitaria legata al coronavirus. Il giornalista de Il Giornale e conduttore di Quarta Repubblica ha avuto parole piuttosto critiche nei confronti del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Dal capo dello Stato si sarebbe, infatti, che potesse non accettare una limitazione della libertà basata sui solo decreti del governo. Al premier riconosce, invece, l'essere ormai diventato una figura di sinistra, al punto che oggi a poterlo rimpiazzare potrebbe essere unicamente una figura proveniente dall'orbita del Partito democratico.

Nicola Porro parla di lockdown irrazionale

Oggi l'Italia versa in condizioni economiche che rappresentano un dazio pagato ai mesi di chiusure. Le stime per i prossimi mesi raccontano che ci sarà molto da fare per rialzare la testa. Secondo Porro quello messo in atto è stato un "lockdown furibondo ed irrazionale". Una strategia che, in altri paesi, ha lasciato spazio ad altre misure dove sono state prese in considerazioni le eventuali "conseguenze sociali, liberali ed economiche".

Una critica, quella di Porro, neanche troppo velata nei confronti del governo. C'è, inoltre, una corrente di pensiero che ritiene che l'autunno potrebbe essere caldo sul fronte politico. Questo rischierebbe di mettere in discussione la leadership di Giuseppe Conte e la tenuta della maggioranza.

Il conduttore di Quarta Repubblica, rispondendo alla domanda su chi vedrebbe al suo posto ha dato una risposta chiara: "Solo un candidato del Pd". Parole che nascono dalla sua idea secondo cui il premier sarebbe diventato "un interlocutore straordinariamente calzante" per i dem. "Uscito di scena lui - prosegue - si compierebbe la parabola del governo".

Secondo Porro Mattarella avrebbe dovuto chiedere voto parlamentare

Al premier dà un voto piuttosto basso. Porro ritiene che Conte meriterebbe un quattro nella gestione dell'emergenza. Pur considerando le responsabilità enormi che ha avuto addosso, ciò che ritiene imperdonabile è stato il suo modo di comunicare. La colpa che gli attribuisce è quella di aver incusso terrore negli italiani e di aver delegato a comitati scelte che sarebbero dovute essere solo politiche.

Parole dure anche nei confronti di Mattarella: "Non è scusabile" evidenzia Nicola Porro. Il giornalista ascrive al capo dello Stato responsabile al fatto che abbia accettato la cancellazione di alcune libertà dei cittadini attraverso dei decreti. A suo avviso il capo dello Stato avrebbe dovuto pretendere che le eventuali compressioni delle libertà o comunque determinate restrizioni dovessero passare per un voto parlamentare.