Il ministro degli Esteri e della cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, ha escluso che in Italia ci sarà un nuovo lockdown totale per contrastare la diffusione del coronavirus. L'esponente del M5S ha fatto presente che già il premier Giuseppe Conte, negli scorsi giorni, ha escluso questa possibilità. Il responsabile della Farnesina ha spiegato a Radio Anch'io che i provvedimenti che adotterà il governo in autunno dipenderanno molto dalla responsabilità degli italiani. Di Maio ha sottolineato che adesso è il momento di fare qualche sacrificio in più, soprattutto in merito al distanziamento sociale e sull'utilizzo della mascherina: facendo ciò, il governo non avrà bisogno di adottare misure drastiche.

Di Maio: 'Indebolimento del parlamento è una sciocchezza'

Il ministro è intervenuto anche sulla questione del referendum spiegando che il "sì" non comporterà affatto un indebolimento del parlamento, definendo questa tesi una "sciocchezza". Il pentastellato ha fatto l'esempio di altre nazioni come la Germania, dove ci sono 80 milioni di abitanti e 700 parlamentari eletti, meno dell'Italia dove su una popolazione di 65 milioni di abitanti ci sono 945 persone elette in parlamento. Il provvedimento, sempre secondo quanto dichiarato da Di Maio, è stato votato da tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione e per questo "non è un referendum dei 5 stelle". Il ministro, inoltre, nel corso della sua intervista a Radio Anch'io, ha spiegato che avere più persone in parlamento non è sinonimo di democrazia.

Secondo Di Maio un terzo dei parlamentari ad oggi risulta assenteista o ha un indice di produttività basso.

L'appello sul Recovery Fund

Luigi Di Maio ha infine lanciato un appello ai cittadini italiani circa il prossimo voto alle elezioni regionali che, così come quelle per il referendum, si terranno il 20 e 21 settembre prossimi. Queste elezioni, il cui scopo è eleggere consiglieri e presidenti di regione, secondo il titolare della Farnesina sono importanti. Il ministro ha spiegato poi che chi oggi vuole fare cadere il governo avrebbe l'intenzione di mettere le mani sul denaro che arriverà dall'Europa tramite il Recovery Fund. In conclusione, Di Maio ha ricordato agli italiani che il taglio dei parlamentari era una misura prevista nelle riforme costituzionali degli ultimi vent'anni e ha criticato anche quanto dichiarato da Formigoni, ex presidente della Regione Lombardia, il quale si è schierato per il "no". Il ministro degli Esteri ha anche sottolineato che ci sono diversi politici che sostengono questa tesi dell'indebolimento del parlamento qualora dovesse vincere il "sì".