Andrea Crisanti attacca Luca Zaia. Il professore romano, docente di microbiologia all’Università di Padova, rivendica almeno una parte del merito per il successo larghissimo ottenuto dal presidente leghista del Veneto nelle recenti elezioni Regionali. Secondo Crisanti, infatti, Zaia avrebbe vinto perché avrebbe ascoltato i suoi consigli su come affrontare la pandemia di coronavirus. Gli elettori lo avrebbero premiato per questo. Crisanti loda le qualità di “grande comunicatore” di Zaia, il quale avrebbe sfruttato tutto il "vantaggio mediatico”.

La replica del governatore veneto è secca: “Si commenta da sé”.

Andrea Crisanti intervistato dal quotidiano di Enrico Mentana

“Fosse stato per Zaia il Veneto avrebbe fatto la fine della Lombardia. Ha vinto perché ci ha ascoltato”. È questo il virgolettato, attribuito ad Andrea Crisanti, scelto da Open per titolare l’intervista al microbiologo. Il quotidiano fondato da Enrico Mentana domanda al professore se la gestione politica dell’emergenza coronavirus abbia inciso in qualche modo sulle elezioni. Per quanto riguarda il Veneto in particolare, dove Luca Zaia ha vinto con più del 75% delle preferenze, Crisanti si dice convinto che il rieletto governatore sia un ottimo "comunicatore", capace di sfruttare politicamente la gestione della pandemia.

Le rivendicazioni di Crisanti: 'Veneto avrebbe fatto fine della Lombardia'

Insomma, secondo Crisanti si tratta di una vittoria meritata, anche se Zaia ha la presunzione di volersi accaparrare “tutto il merito”. Poi, il medico ricorda i drammatici momenti dell’esplosione del contagio nel paese di Vo’ Euganeo. Il governatore lo avrebbe “ascoltato", accettando il piano di sorveglianza messo a punto dalla sua Università, rivendica Crisanti. Dunque Zaia avrebbe avuto la “lungimiranza di darci retta ottenendo un grande successo”. Prima di questa scelta, però, la Regione Veneto sarebbe stata in seria difficoltà a causa del virus, fino a quando non sono arivati lui e i membri del suo staff che avrebbero "spiegato a Zaia la situazione”.

A differenza di quanto accaduto negli Usa, però, dove il medico Anthony Fauci non ha ascoltato il presidente Donald Trump, in Veneto Zaia avrebbe "dato retta” a Crisanti

La reazione di Luca Zaia: ‘Non commento’

Ma le frizioni tra i due sarebbero cominciate alla fine dell’emergenza quando Zaia, questa l’accusa di Andrea Crisanti, ha ritenuto di "non avere più bisogno di nessuno” prendendosi tutti i meriti della lotta contro il coronavirus. Poi, la stoccata finale: “L’amministrazione leghista del Veneto era in brutte acque. Gli è andata bene perché c’eravamo noi, altrimenti faceva la stessa fine della Lombardia”. Insomma, le “stupidaggini” di Zaia sarebbero terminate quando il governatore si è deciso a collaborare con lui, anche se all’inizio “le aveva sbagliate tutte”.

Giudizi durissimi che Crisanti ribadisce anche a La Stampa. “In una situazione disastrosa, il presidente mi ha detto retta seguendo l'evidenza scientifica. Se non fosse stato per me Zaia avrebbe combinato un disastro”, afferma. Parole che provocano la reazione di Luca Zaia, il quale però si limita ad un telegrafico “non commento perché si commenta da sé”.