Coronavirus: il bollettino quotidiano ormai parla chiaro. Da una parte ci sono i contagi che raggiungono cifre elevate, dall'altra c'è un sistema sanitario che, al momento, è lontano dalla saturazione.

Il rischio è che a metterlo in difficoltà possa essere la crescita esponenziale dei numeri e la conseguente dilatazione delle richieste di ospedalizzazioni e terapie intensive. L'allerta nel governo è massima. C'è attesa per quello che sarà il Dpcm del prossimo 15 ottobre per capire quali misure saranno messe in atto.

Il Sole 24 Ore nella sua edizione del 9 ottobre ha svelato il contenuto di un documento riservato del Comitato Tecnico Scientifico in cui vengono sottoposte al governo alcuni scenari e ipotesi di intervento.

In particolare in base a tre livelli dell'indice Rt vengono individuate possibili contromisure. Più il dato relativo alle potenziale diffusione del virus sarà alto, più bisognerà serrare le fila.

Prima di addentrarsi nell'analisi delle possibili misure scaturenti dal livello di Rt, occorre specificare che il documento messo in rilievo da Il Sole 24 ore non rappresenta un atto che genera consigli vincolanti nei confronti del governo e delle regioni, ma una semplice valutazione delle cose e delle ipotesi per le strategia di contrasto.

Indici Rt in Italia, 13 regioni già sopra 1

Con la dicitura "indice Rt" ci si riferisce ad un parametro numerico che indica la misura della potenziale trasmissibilità della malattia legata alla situazione contingente (tenendo conto dunque anche delle misure in atto).

Da non confondere con R0 che misura il numero di contagi secondari rispetto ad un caso iniziale.

Il Messaggero del 10 settembre ha stilato una graduatoria degli indici Rt attualmente presenti in Italia con dati aggiornati al 9 ottobre. Nel grafico, elaborato indicando come fonte i numeri dell'Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute, è stato sottolineato che il superamento di 1 come parametro indica il rischio di epidemia.

Di seguito i dati per ogni regione in ordine crescete.

  • Molise 0,61
  • Emilia Romagna 0,64
  • Marche 0,91
  • Basilicata 0,93
  • Lombardia 0,95
  • Toscana 0,99
  • Sardegna 1,01
  • Puglia 1,01
  • Calabria 1,02
  • Valle d'Aosta 1,09
  • Friuli Venezia Giulia 1,09
  • Liguria 1,09
  • Bolzano 1,10
  • Umbria 1,12
  • Veneto 1,13
  • Abruzzo 1,13
  • Lazio 1,16
  • Trento 1,18
  • Sicilia 1,22
  • Campania 1,24
  • Piemonte 1,30

Coronavirus e chiusure: tre scenari ipotizzati in base all'indice Rt

Il Sole 24 ore parla di quelli che potrebbero essere i tre scenari in base all'evoluzione dell'indice Rt.

Indicati in giallo, arancione e rosso, a seconda della gravità

  • Rt poco sopra a 1: (simile a quella che oggi si registra in 13 regioni) si tratta di una situazione in cui il sistema sanitario è in grado di reggere la pressione degli eventuali ingressi negli ospedali. In quel caso la strategia di difesa potrebbe essere basata su chiusure "orarie" di luoghi sotto osservazione come bar e palestre. Regge anche l'ipotesi di zone rosse locali e mirate, in modo da rintracciare i focolai.
  • Rt tra 1,25 e 1,50: il secondo scenario è qullo arancione. In questo caso crescono i contagi previsti e le possibilità che la tenuta del sistema sanitario possa essere quantomeno messa in discussione. In questo range potrebbero scattare limitazioni agli spostamenti tra regioni, così come si inizierebbero a valutare chiusure di attività anche produttive e la scelta di attuare lockdown temporanei (2-3 settimane) in quelle che verrebbero definite "zone rosse". Tornerebbe in auge la teledidattica per la scuola o l'obbligo di lezioni con mascherina in presenza
  • Rt sopra 1,5: sarebbe allarme rosso. Gli orizzonti che si aprirebbero sarebbero quello di timori legati alla capacità di resistere del sistema sanitario. In quel caso si dovrebbe scegliere la chiusura di scuole e università, fino ad arrivare ad un lockdown generalizzato. Per una misura limite di questo tipo si potrebbe pensare che, a differenza della scorsa primavera, la scelta potrebbe essere effettuata solo per i territori regionali più a rischio. "Ma - puntualizza Il Sole 24 ore - senza escludere di coprire gran parte o tutta l'Italia".

Si tratta ovviamente di linee guida che dovranno essere discusse e da cui potrebbero scaturire le decisioni.

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